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Liberalizzazione degli orari dei negozi: Pisa segue la legge regionale

Nel 2012 i negozi dell'area pisana apriranno anche per ventuno domeniche. Si cerca l'intesa con Lucca e Livorno. I commercianti: "E' inutile restare sempre aperti in periodo di crisi economica"

Pisa e i Comuni dell'area pisana (Calci, San Giuliano Terme, Vecchiano, Cascina e Vicopisano) si sono accordati con sindacati, associazioni, Lega Coop e Confcooperative dei consumatori sul tema delle liberalizzazioni del commercio. Si è deciso di adottare, come punto di riferimento, la legge regionale. Il Decreto Regionale prevede di disciplinare e uniformare aperture e orari delle attività commerciali. Ad annunciare l'adesione alla legge è stato l'assessore al Commercio di Pisa, Giuseppe Forte.

 "La decisione di uniformarci alle Legge Regionale - ha spiegato Forte -  nasce dalla necessità di orientamenti e decisioni comuni nell'area pisana. Se è possibile, attraverso un lavoro coordinato dal Comune di Pisa, ci accorderemo anche con Lucca e Livorno, dove sono in corso le valutazioni in merito alle nuove norme sulle aperture domenicali e festive. Arriveremo a soluzioni ancora più condivise in un territorio più ampio ma omogeneo".

Nel 2012 le aperture domenicali previste saranno 21. "È un passo importante  - ha concluso Forte - soprattutto per affrontare la situazione attuale.  Con la legge nazionale sulle liberalizzazioni e quella regionale successiva,  impediremo possibili situazioni di caos o di diversità di regole in territori contigui. Naturalmente si tratta di una situazione in continua evoluzione, che il tavolo di concertazione istituzionale continuerà a seguire anche nei prossimi mesi".

Ma i commercianti cosa pensano della situazione? Per capire la loro posizione, riguardo l'argomento liberalizzazione degli orari, abbiamo raccolto le opinioni di proprietari e commesse di Corso Italia. Parecchi si attengono già agli orari delle ditte in franchising per le quali lavorano e per loro la situazione non cambierebbe molto, altri non sono d'accordo, dato il momento di crisi che ha fatto calare drasticamente le vendite.

"Per noi la liberalizzazione degli orari è negativa - afferma la commerciante Monica Giobbi di "Gallo" - abbiamo già aderito, aprendo il giorno dell'epifania ma con scarsi risultati". "Il mio negozio fa capo a una catena - dichiara Giulia Buonasera del negozio "Camicie" - quindi abbiamo già nostri orari interni. Qui a Pisa c'è sempre stata molta libertà a riguardo". Anche per la commessa Isabella Taddei, il prolungamento degli orari e le aperture straordinarie, sarebbero un problema "sono l'unica persona che lavora in questo negozio e sono umana - dice preoccupata -  anch'io ho bisogno di riposarmi di tanto in tanto".

A fare  il punto della situazione, confermando la negatività della legge, è la commerciante del "Black Store" Chiara Bagnoli con il  marito. Insieme mandano avanti il loro negozio in Corso Italia e sono preoccupati per la crisi economica:  "Volendo potremo anche stare aperti tutti i giorni - spiegano - ma non ci converrebbe. La liberalizzazione degli orari per le attività commerciali potrebbe andar bene in un momento di crescita economica ma non ora. In questo monento un commerciante ci va a perdere - conclude la donna  - infatti aumentano solo le spese: luce, stipendi, etc. Gli incassi rimangono sempre uguali, se non per i grandi centri commerciali".

 

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