Giovedì, 23 Settembre 2021
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Licenziamenti Misericordia, l'arcivescovo: "Alle accuse offensive ho risposto con il silenzio"

Giovanni Paolo Benotto, più volte chiamato in causa dai Cobas e dai dipendenti, interviene sulla crisi dell'Arciconfraternita in un articolo pubblicato sul settimanale 'Vita nova'. Intanto Provincia e Comune incontrano i lavoratori

I lavoratori della Misericordia sfilano in corteo

Interviene sulla crisi della Misericordia l'Arcivescovo Giovanni Paolo Benotto, accusato dai sindacati e dagli stessi dipendenti di non essersi mai pronunciato sulla questione e di non essere intervenuto per limitare i danni. In un lungo articolo pubblicato oggi sul settimanale diocesano 'Vita Nova', Benotto afferma che pensare di trasformare la Misericordia di Pisa in un'azienda, anziché in un'associazione di volontariato, trasformando i volontari in dipendenti con assunzioni massicce fu un errore commesso dalla dirigenza del passato. L'arcivescovo sottolinea anche di aver ricevuto nelle scorse settimane "accuse gratuite e offensive, alle quali non si può che rispondere con il silenzio" e ripercorrendo le tappe della crisi ricorda che "in una lettera del 2010 rivolta all'allora governatore, 42 dipendenti contestavano le scelte di una dirigenza che, per egocentrismo, ha tentato in questi anni di trasformare l'associazione in azienda, trasformando i volontari in dipendenti, senza trasformare al tempo stesso, i proventi da convenzioni in profitto; i firmatari della lettera in qualche modo avevano colto nel segno: le Misericordie non sono delle aziende".

Poi l'arcivescovo Benotto spiega che le ultime verifiche amministrative "hanno evidenziato lo stato di dissesto economico della Misericordia di Pisa che non lascia nessuno spazio di alternativa tra la chiusura dell'ente, con la sua messa in liquidazione, o la ancora possibile salvaguardia di una parte dei posti di lavoro, oltre a un massiccio rilancio della attività di volontariato". Infine, esprime "solidarietà ai lavoratori" che rischiano il posto "ma solidarietà non può essere solo una parola con cui ci si riempie la bocca, lasciando poi che ciascuno vada al suo destino; per questo rivolgo un forte e deciso appello a tutte le istituzioni locali, regionali e nazionali perché chi si dovesse trovare a perdere il proprio posto di lavoro, non rimanga in mezzo alla strada".



COMUNE E PROVINCIA. Oggi intanto, nel giorno dello sciopero dei dipendenti che hanno sfilato per il centro città in corteo, gli assessori Forte e Petreri di Comune e Provincia di Pisa hanno ricevuto una delegazione di lavoratori e dei sindacati CGIL, CISL e UIL. Le istituzioni hanno recepito le informazioni e gli aggiornamenti di parte sindacale e si è concordato di convocare in tempi rapidi il tavolo di crisi per affrontare con la Misericordia e i sindacati la situazione molto complessa e difficile anche a seguito degli annunci sugli esuberi programmati dalla Misericordia.

“Conosciamo bene ormai lo stato di profonda crisi in cui versa la Misericordia di Pisa, anche a seguito dell’approvazione del Bilancio consuntivo 2012, ma -  hanno dichiarato gli assessori Forte e Petreri - al tavolo credo si possano trovare ancora delle soluzioni, in via transitoria, che consentano alla Misericordia di dimezzare il costo del lavoro attraverso la proroga dei contratti di solidarietà, per avere un margine maggiore di tempo affinchè la stessa Misericordia possa riorganizzarsi attraverso la presentazione di un piano industriale complessivo, limitando il più possibile la fuoriuscita di lavoratori o comunque un possibile reinserimento lavorativo attraverso gli strumenti che potranno essere messi in campo”.

La strada del licenziamento immediato di oltre 40 unità di personale, secondo Forte e Petreri, comporterebbe difficoltà nella ricollocazione futura del personale stesso stante la situazione di crisi generale e una normativa in evoluzione. “Il tavolo di crisi servirà a chiarire questi aspetti e a trovare le migliori soluzioni possibili, compatibili comunque con una situazione aziendale molto difficile” hanno proseguito i due assessori.

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