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Crisi Misericordia, la dirigenza tira dritto: via ai licenziamenti

Sono trentanove i dipendenti dell'Arciconfraternita che rischiano il posto di lavoro. Ora ci saranno 75 giorni di tempo per trovare un accordo sindacale sulla loro ricollocazione, anche se Cgil-Cisl-Uil sono scettici

A nulla, per il momento, sembra siano serviti i mesi di protesta di sindacati e dipendenti che hanno lottato per salvaguardare i posti di lavoro. La Misericordia di Pisa infatti, come annunciato, ha aperto la procedura di mobilità per licenziare 39 dei 63 dipendenti attualmente in pianta organica. Ferma opposizione è stata espressa da Cgil, Cisl e Uil che hanno definito "irresponsabile la decisione unilaterale dei vertici della Confraternita di percorrere questa strada".

L'associazione pisana è alle prese da almeno due anni con una grave crisi finanziaria con un deficit intorno ai 12 milioni di euro e il suo ex direttore risulta indagato per peculato. "Riteniamo che sia molto grave - ha spiegato Gianluca Federici, segretario provinciale della Cisl pisana - l'atteggiamento dei vertici della Misericordia di aprire la procedura a fronte della nostra richiesta di prorogare di un altro anno i contratti di solidarietà scaduti alla fine di giugno e di farlo in piena estate e prima dell'incontro fissato per venerdì prossimo con la Regione Toscana".

Scattano ora 75 giorni di tempo per trovare un accordo sindacale sulla ricollocazione dei lavoratori in esubero ma, ha ammesso il segretario della Cgil Gianfranco Francese, "l'inizio è tutto in salita perché di fronte alle scelte unilaterali di Misericordia potrebbero aprirsi una serie di contenziosi legali capaci di condurre la Confraternita dritta al fallimento".

"Da mesi - ha aggiunto il segretario della Uil, Renzo Rossi - attendiamo risposte per un possibile piano di risanamento finanziario dell'associazione che sappia guardare al futuro. Ma l'impressione è che la decisione già presa sia solo quella di limitare i danni, dismettere i servizi e fare cassa per pagare i debiti senza immaginare alcun rilancio". Infine, a fronte di un presunto interessamento per alcuni servizi garantiti da Misericordia e manifestato da una cordata di imprenditori guidati da Fabio Armani, attuale presidente delle farmacie comunali, i sindacati si sono chiesti "se Armani parla a nome del Comune o se invece intende perseguire interessi privati". Sullo sfondo vi è la vicenda della nuova sede della Misericordia, in un quartiere dove Farmacie spa ha già presentato un piano di espansione, e che la Confraternita ha messo in vendita a partire da 6 milioni di euro. L'edificio potrebbe infatti ospitare studi medici e altri servizi legati al comparto socio sanitario. Ci sarebbero stati, infatti, in passato già altre manifestazioni d'interesse da parte anche di altri soggetti pubblici che avrebbero fatto stimare l'immobile da loro tecnici di fiducia, ma le richieste di Misericordia sarebbero ritenute eccessive e fuori mercato.


 

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