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Licenziamenti Misericordia: i lavoratori non ci stanno e annunciano lo sciopero

L'Arciconfraternita, dopo una lunga trattativa con i sindacati per il rinnovo dei contratti di solidarietà, ha annunciato invece di voler licenziare i due terzi dei dipendenti per far fronte alla profonda crisi che l'ha colpita

Lo striscione affisso dai lavoratori contro la Misericordia

Non si placano le proteste dei lavoratori della Misericordia di Pisa dopo la decisione comunicata dall'Arciconfraternita di licenziare 40 persone. "Le posizioni espresse dai vertici della Misericordia di Pisa di ridurre di oltre due terzi il personale sono inaccettabili". E' quanto i dipendenti esprimono nel documento approvato dall'assemblea svoltasi ieri e convocata da Cgil, Cisl e Uil dopo che nei giorni scorsi era saltata la trattativa sindacale. "L'obiettivo del management - si legge nel documento - è quello di ridurre il personale al minimo indispensabile mantenendolo solo in alcuni servizi e in parte dell'amministrazione. La riduzione del personale riguarderebbe circa il 67% degli attuali lavoratori. Soluzione per la quale oltre 40 dipendenti prederebbero il posto di lavoro. Il comportamento della Misericordia è inaccettabile e chiediamo di mantenere gli impegni assunti e confermare la volontà di non mandare a casa nessuno".

I lavoratori affermano anche che "chi ha gestito da anni l'associazione ha pesantissime responsabilità della situazione drammatica, consolidata e, ora, incancrenita. L'ultima delle quali è stata lo scriteriato e scellerato abbandono del servizio di trasporto sociale e del trasporto ospedaliero interno. Non sono le lavoratrici e i lavoratori responsabili di questo incredibile sfacelo".


Inoltre, l'assemblea dei lavoratori ha anche deciso di effettuare domenica prossima un presidio davanti all'Arcivescovado e di proclamare una giornata di sciopero per la prima data utile dopo il tentativo di raffreddamento dei conflitti. I lavoratori hanno anche nuovamente chiesto a "Provincia, Comune e Regione un'ulteriore attivazione del tavolo istituzionale già aperto alla Provincia di Pisa e di rinnovare il contratto di solidarietà per rilanciare l'attività dell'associazione (fonte Ansa)

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