Crespina, limiti minimi alla spesa per ridurre le uscite di casa: "E' un invito, non un obbligo"

Un'ordinanza del sindaco D'Addona aveva fissato regolazioni stringenti sugli acquisti. Dopo le critiche ricevute il primo cittadino ha eliminato l'impianto delle sanzioni

Il sindaco che parla nel video sul suo profilo Facebook

"Si rischia molto di più a fare la spesa che a passeggiare nei campi. Nell'attesa di poter nuovamente passeggiare liberamente, limitiamo i rischi nei negozi". Così aveva scritto su Facebook il sindaco di Crespina Thomas D'Addona, introducendo un video, pubblicato su Facebook il 17 aprile, volto ad annunciare un'ordinanza utile a porre un limite all'acquisto di merce dai negozi del paese. Un limite minimo: 50 euro nei supermercati; 20 euro nei negozi di paese, ovvero alimentari di prossimità; 5 euro al panificio; minimo 2 pacchetti di sigarette in tabaccheria.

"So di persone che escono a fare la spesa tutti i giorni, senza fare lo sforzo di razionalizzarla. E' possibile farla anche una volta a settimana con qualche accortezza" dice nel video il primo cittadino, che poi prosegue: "La spesa non può essere una scusa per uscire di casa. Uno sbaglio di una persona può provocare danni per tutti. Non sono limiti così forti. Dimezzare le uscite sarebbe già importante".

L'ordinanza in questione è entrata in vigore sabato 18 aprile. In breve tempo sono montate le critiche, che lamentavano un'incidenza fin troppo spinta nella libertà delle persone, già fortemente limitata. Così oggi, 20 aprile, lo stesso D'Addona è tornato a sostenere il provvedimento con le medesime ragioni, tuttavia anche presentando le modifiche - già pronte - all'ordinanza, volte ad un ampliamento delle deroghe ed una eliminazione dell'incidenza sanzionatoria. 

Ha illustrato il sindaco che "la modifica toglie agli esercenti l'obbligo di fare delle segnalazioni. Lo scopo è prepararsi alla 'fase 2', per imparare a convivere con il virus, per continuare a combatterlo ma tornando ad una pseudo-normalità che dovremo riguadagnare tornare col tempo. In questo contesto la spesa tutti i giorni resta un errore". I limiti precedentemente posti, "stabiliti dopo colloqui che ho avuto personalmente con molti esercenti" dice D'Addona, sono confermati, ma diventano solo un "invito, una riflessione, che chiede al cittadino di organizzarsi mentalmente cercando di rispettarli. Poi se il cittadino ha problemi economici, ritiene che il virus sia una bufala, o si diverte ad andare contro le norme, va alla cassa e passa. Non è un obbligo - ribadisce - è un invito". A dare le informazioni saranno dei cartelli apposti presso i punti vendita. 

L'Unione Comunale Crespina-Lorenzana del Pd ha voluto precisare che "Fare politica, lo dice la parola stessa, significa occuparsi della cosa pubblica. Gli strumenti per farlo sono il confronto, lo studio, il dialogo e la responsabilità.  Alcune volte capita che attente riflessioni conducano a dei cambiamenti. Un sentito ringraziamento a Thomas D'Addona per la sensibilità dimostrata nel gestire la situazione. L'Unione Comunale e i circoli Pd di Crespina e Lorenzana hanno lavorato alacremente affinché si potesse rendere l'ordinanza emessa il 17 aprile 2020 relativa ai limiti di spesa non coercitiva, ma volta a sensibilizzare cittadine e cittadini riguardo comportamenti responsabili e auspicabili per il contenimento della pandemia. Perché con il dialogo ed il confronto tutto è possibile".

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