Covid e ristorazione, un gruppo di locali pisani si unisce: "Categoria ignorata in ogni decisione"

Oltre trenta i locali del pisano che hanno aderito stilando una serie di proposte per far ripartire il settore

Non si piangono addosso e, seppur pieni di dubbi e preoccupazioni, oltre trenta ristoratori pisani sono decisi a rimboccarsi le maniche e ripartire in sicurezza, ma con la precisa volontà di far sentire la propria voce elencando una serie di proposte alle istituzioni per sostenere un settore piegato dalla crisi dovuta all'emergenza Coronavirus.

"L’epidemia da Covid-19 ha messo in ginocchio il Paese e, se l’aspetto sanitario giustamente ha avuto la maggior parte delle attenzioni, dopo quasi tre mesi le conseguenze economiche stanno sempre più preoccupando gli italiani - affermano i ristoratori pisani riuniti - tra i settori più colpiti ovviamente c’è quello dell’Ho.re.ca. (hotel, ristoranti, Pizzerie, bar, pasticcerie e tutte le categorie affini) che ha subìto forse le conseguenze più disastrose. Ciò che preoccupa è anche la prospettiva futura, priva di certezze e con molte, troppe incognite. Ma i ristoratori non si danno per vinti ed animati da una seria e convinta forza di volontà, sono decisi a ripartire". Ed è proprio con queste premesse che oltre trenta attività di Pisa e provincia si sono unite.

"Il grido unito e forte è rivolto al Governo centrale, alle autorità locali e a tutte le istituzioni coinvolte - sottolineano - è un grido di protesta, ma è anche un grido di costrutto: l’occasione che si profila all’indomani dell’epidemia, che si spera oramai giunta alle fasi conclusive, è quella di una ripartenza con i proprietari ed i gestori dei locali di ristorazione che devono essere necessariamente coinvolti in ogni decisione che verrà presa, sia a livello economico, che a livello burocratico". I locali pisani chiedono dunque maggior coinvolgimento nel da farsi per far ripartire un settore che conoscono da vicino.
Da qui sul tavolo una serie di proposte concrete, "immediatamente attuabili e facilmente realizzabili, a livello centrale o locale".

Eccole nel dettaglio:

1) Versamento dell’IVA per l’anno 2020 sospeso, e successiva dilazione nel corso del 2021.
2) Aiuto a fondo perduto e crediti di imposta che siano su canali autonomi e distinti, dunque cumulabili.
3) Estensione della CIGD sino al 31 dicembre 2020.
4) Detassazione delle ore di straordinario sul personale dipendente.
5) Incentivi per le nuove assunzioni.
6) Reintroduzione dei voucher o di misura similare, con alleggerimento della burocrazia.
7) Iva al 4% sui prodotti del territorio, così detti km0.
8) Potenziamento del trasporto pubblico aumentando il numero delle corse delle LAM, anche e soprattutto in ore serali-notturne, in modo da favorire una pedonalizzazione del centro.
9) Esenzione, riduzione in luogo della sospensione dei tributi locali con correlato supporto del governo centrale alle autorità locali che vedono contratte le entrate.
10) Previsione di una esplicita norma penale tesa ad escludere la responsabilità in capo al datore di lavoro di contagio da COVID19.
11) Cancellazione dalla quota imposta sulle utenze energetiche.
12) Accollo da parte dello Stato degli oneri previdenziali e contributivi degli addetti assunti per l’anno 2020.
13) Concertazione con le Autorità e le parti sociali delle misure concrete relative alle misure anti contagio.
14) Finanziamento con orizzonte temporale più lungo di quello previsto attualmente (minimo 10 anni) al fine di ammortizzare le perdite e permettere la ripartenza in tutta serenità del locale.
15) Concessione ed ampliamento a titolo gratuito del suolo pubblico.

"Questi punti rappresentano solo delle idee che i ristoratori di Pisa e provincia propongono alle istituzioni, nell’auspicio che a questa categoria sinora ignorata sia data la centralità che merita" concludono gli esercenti.

I locali che al momento hanno firmato il documento sono:

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