Lorenzana: arrestato per usura ed estorsione 60enne legato alla camorra

Secondo le fiamme gialle l'uomo, già pregiudicato e percettore del reddito di cittadinanza, prestava denaro applicando interessi fino al 65% annuo. Sarebbe collegato ad ambienti camorristici

Il momento in cui avviene lo scambio di contanti tra vittima e usuraio. Sotto un momento della conferenza stampa che si è svolta in Procura

Un 60enne di origini napoletane e residente a Lorenzana è stato arrestato in flagranza di reato ieri, 15 luglio, dalla Guardia di Finanza di Pisa con l'accusa di usura ed estorsione. Secondo le fiamme gialle l''uomo, già pregiudicato per tentato omicidio, sarebbe collegato ad ambienti camorristici e prestava denaro applicando interessi fino al 65% annuo.

Le manette sono scattate dopo che un 45enne, imprenditore edile di Livorno, ha consegnato nei pressi dell'abitazione dell'usuraio circa 3mila euro in contanti, ennesima rata di un debito contratto nel 2017. I finanzieri, travestiti da operatori dell'Enel, hanno assistito alla scena facendo poi irruzione in casa dell'uomo. Il blitz è avvenuto nel giorno in cui era stata accreditata sul conto corrente del 60enne campano, apparentemente senza alcuna occupazione ufficiale "ma con evidenti disponibilità di denaro", la prima mensilità del reddito di cittadinanza.

L'operazione è scattata dopo circa un mese di indagini, partite a seguito della denuncia presentata a giugno scorso dall'imprenditore livornese, ormai stanco di sopportare una situazione divenuta insostenibile. Il 45enne aveva usufruito nel 2017 di un prestito di circa 12mila euro, soldi che erano serviti per pagare fornitori e dipendenti. Un debito che nel tempo era cresciuto in maniera esponenziale: fino all'operazione di ieri l'imprenditore aveva infatti restituito circa 18mila euro di soli interessi, oltre aver eseguito gratuitamente nella casa dell'arrestato lavori edili, quantificati in circa 5mila euro. L'usuraio aveva anche costretto la vittima a chiedere il bonus di 600 euro per pagare una rata del proprio debito.

"Si tratta di uno dei pochi arresti effettuati in flagranza per il reato di usura - ha sottolineato il procuratore capo di Pisa, Alessandro Crini. Un'operazione che avviene tra l'altro a seguito dell'aggravarsi della crisi economica legata alla pandemia e che sottolinea l'attenzione che stiamo mettendo per contrastare i fenomeni criminali in questo particolare momento". Le indagini della Guardia di Finanza proseguiranno per approfondire quante altre vittime possono essere cadute nella rete dell'usuraio e per cercare di delineare nel dettaglio i rapporti intrattenuti dall'uomo con la camorra.

Secondo il comandante regionale della Guardia di Finanza Toscana, Bruno Bartoloni, l'operazione delle fiamme gialle pisane "racconta molto del particolare momento storico che stiamo vivendo: una fase di crisi del mondo imprenditoriale in cui si inseriscono fenomeni criminali che possono contare su disponibilità economica e rapidi processi decisionali. Si tratta di un momento decisivo per la storia del nostro Paese: per contrastare questo tipo di criminalità serve l'aiuto di tutti, istituzioni e cittadini che devono farsi avanti e denunciare".

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