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Caccia all'olio tarocco: il blitz di Coldiretti nei supermercati e discount pisani

Sono estati effettuati i primi blitz nella provincia di Pisa: task force formata dagli agricoltori ha raccolto i campioni di bottiglie d'olio tra gli scaffali di negozi, supermercati e discount

La lotta alla contraffazione dell'olio è una vicenda che sta particolarmente a cuore a Coldiretti, che nell'ultimo anno ha intrapreso una serie di iniziative per sottolineare l'importanza nella tutela  dei prodotti tipici toscani. L'associazione ha sempre dichiarato che l'olio 'tarocco' costa la metà o un terzo del vero extravergine, causandone il crollo delle produzioni: "Basta andare sugli scaffali della grande distribuzione per trovare bottiglie di olio a prezzi incredibili che evocano paesaggi toscani: purtroppo l'etichetta non è abbastanza chiara per informare il consumatore che si tratta di olio figlio di miscelazioni".

Negli ultimi giorni, tra il 5 e 7 febbraio, sono stati fatti i primi blitz nella Provincia di Pisa: una task force formata dagli agricoltori ha raccolto i campioni tra gli scaffali di negozi, supermercati e discount. Per fortuna è stata approvata la legge salva olio e gli olii 'anomali' potranno essere denunciati alle autorità. A decretare il via ai controlli, preannunciati durante l’evento della Leopolda lo scorso novembre a cui aveva partecipato il Presidente Nazionale, Sergio Marini.

Alcune novità del provvedimento prevedono l'introduzione in etichetta del termine minimo di conservazione a 18 mesi dalla data di imbottigliamento, il riconoscimento di nuovi parametri e metodi di controllo qualitativo, la fissazione di sanzioni in caso di scorretta presentazione nei pubblici esercizi, l'estensione del reato di contraffazione di indicazioni geografiche a chi fornisce in etichetta informazioni non veritiere sull’origine, l'introduzione di sanzioni aggiuntive come l'interdizione da attività pubblicitarie per spot ingannevoli. Infine si  rafforzeranno anche i metodi investigativi con le intercettazioni, fino al diritto di accesso ai dati sulle importazioni aziendali.

L'azione di Coldireti - spiega Fabrizio Filippi, presidente Provinciale Coldiretti - ha l'obiettivo di porre fine a una pericolosa proliferazione di truffe e inganni svelando il mistero delle tante anomalie di un mercato dove alcuni oli sono venduti a prezzi che non coprono neanche i costi di raccolta delle olive in Italia ma con etichette che riportano la bandiera tricolore in bella evidenza". Un danno gravissimo per un Paese in cui l' olio di oliva è praticamente presente sulle tavole di tutti gli italiani con un consumo nazionale stimato in circa 14 chili a testa.

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