Covid, i medici di famiglia: "Numeri insostenibili, siamo sul punto di cedere"

Luca Puccetti, segretario provinciale della FIMMG: "Riaprire le scuole è stato un errore devastante". Sugli attacchi alla medicina territoriale: "Siamo stufi, curiamo il 95% dei malati da Coronavirus a casa"

Luca Puccetti, segretario provinciale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Foto d'archivio)

"I numeri sono diventati insostenibili, il sistema non è più in grado di fare tracciamento e noi siamo sul punto di cedere". A parlare è il dott. Luca Puccetti, segretario provinciale della FIMMG (Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale). La situazione che descrive sembra ormai prossima al punto di non ritorno. Puccetti parte dai numeri. "Io personalmente ho circa 1500 assistiti - spiega Puccetti - e di questi al momento una 50ina sono positivi. Faccio una media di 10 richieste di tamponi ogni giorno ma dalla richiesta a quando il test viene effettuato passa una settimana. E' chiaro che in una situazione del genere è impossibile tracciare il virus. Un lockdown? Forse è già troppo tardi. Il rischio è quello di dover chiudere tutto per un tempo molto lungo".

Secondo Puccetti riaprire le scuole a settembre "è stato un errore devastante. Per garantire l'indennità delle scuole abbiamo consumato tutti i tamponi: i ragazzi hanno infatti la priorità ma in questo modo è difficile dare risposte agli altri pazienti". A questo si somma "il fatto che il nostro Paese dipende dall'estero per quanto riguarda la fornitura di reagenti e macchinari per l'analisi. Un problema strutturale ma che complica ancora di più la situazione". 

Puccetti difende quindi la medicina territoriale: "Si parla tanto dei pronto soccorso intasati - afferma il medico - ma la realtà è che curiamo il 95% dei malati Covid tenendoli a casa. Dei miei 50 pazienti positivi solo 3 sono ricoverati in ospedale. Stiamo facendo miracoli: lavoriamo fino a 15 ore al giorno senza adeguate protezioni, tanti di noi si sono ammalati per questo. Stiamo facendo tutto il possibile, ma questi numeri non sono sostenibili. Siamo stufi di essere attaccati".

Ad aggravare la situazione anche i ritardi nella consegna dei vaccini antinfluenzali con i medici costretti a disdire molti degli appuntamenti già programmati con i pazienti. "Con la Asl - afferma Puccetti - avevamo fatto una programmazione perfetta. La Regione però ha avocato a sé la distribuzione delle dosi scegliendo di appoggiarsi alla farmacie. Evidentemente questo sistema non sta funzionando perchè non arrivano in modo omogeneo sul territorio. Inoltre dalle informazioni che abbiamo sappiamo che ne arriveranno il 20% in meno di quanto era stato previsto. A questo punto è fondamentale garantire che si possano vaccinare almeno i soggetti più fragili per evitare che con l'arrivo dell'influenza questi pazienti vadano ad aggiungersi a quelli in cura per il Covid, aggravando ulteriormente la situazione delle strutture mediche ed ospedaliere".

La chiusura infine sui test rapidi. "La norma - conclude Puccetti - prevede che, su base volontaria, i medici di famiglia possano effettuare nei propri studi tamponi antigenici rapidi. Può essere uno strumento utile, bisogna però precisare alcune cose: intanto che non sono ancora arrivati; in secondo luogo che sono pochi gli studi che permettono di operare in sicurezza da questo punto di vista, basta pensare che molti si trovano all'interno di condomini. Per questo stiamo collaborando con le altre istituzioni per trovare un edificio adatto dove concentrare per tutti questo tipo di attività".

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