Ludoteche e parchi gioco in provincia: "Con le nuove misure un'ulteriore mazzata"

Lo stop alle feste rischia di dare il definitivo colpo di grazia ad un settore già molto colpito dalla crisi generata dalla pandemia

"Siamo stati lasciati soli. Molte di noi hanno chiuso e molti altri rischiano di farlo nei prossimi mesi". A lanciare l'allarme è il settore dei parchi gioco e delle ludoteche. Un settore già molto colpito nei mesi scorsi e che ora, alla luce delle ultime restrizioni legate all'evolversi della pandemia che impongono lo stop alle feste, rischiano di ricevere il definitivo colpo di grazia. Una situazione che accomuna realtà locali e quelle nazionali. 

"Nei giorni scorsi - spiega Silvia Pulvirenti, titolare della ludoteca 'Staff del divertimento' di Fornacette e referente regionale del Comitato Parchi e Ludoteche d'Italia - abbiamo scritto al Governo, ma anche ai presidenti delle Regioni e ai comuni. Siamo stati uno dei settori più colpiti dalla crisi eppure in tutti questi mesi non siamo stati minimamente considerati. Molti di noi sono stati costretti a chiudere la loro attività, altri sono ripartiti ma viste le ultime misure rischiano già di chiudere. E questa volta potrebbe essere per sempre".

La situazione del settore è piuttosto variegata. Ci sono infatti realtà che offrono servizi di baby parking e doposcuola e altre che puntano soprattutto sulle feste di compleanno e sulla parte 'ricreativa', come ad esempio i parchi giochi. Nel mezzo l'assenza di regole e protocolli chiari. "Siamo tutti inquadrati in unico codice Ateco - prosegue Pulvirenti - ma i servizi che offriamo sono molto differenti. Manca una regolamentazione nazionale e questo genera ancora più problemi".

Tra le attività che puntano di più sull'aspetto ricreativo il parco giochi al chiuso l'Isola delle meraviglie a Navacchio. "Noi avevamo riaperto ai primi di settembre, dopo 6 mesi di chiusura - spiega la titolare, Giusy Gagliardo - ma gran parte della nostra attività deriva dalle feste di compleanno. Le ultime misure prese dal Governo vietano praticamente ogni tipo di festa in luoghi pubblici e privati, e quindi per noi sono state una mazzata. Eravamo appena ripartiti e siamo stati costretti a fermarci di nuovo. Proveremo a tenere aperto nei fine settimana, sperando in qualche ingresso. Ma sarà difficile andare avanti, anche perchè il periodo tra settembre e febbraio è quello in cui di solito avevamo maggior lavoro".

A rischiare la chiusura è anche il baby parking Alì Bebè, a Calcinaia. "Abbiamo riaperto da poche settimane - afferma la titolare, Alice Bernardini - stavamo provando a rialzarci dopo mesi di chiusura e ora le ultime misure rischiano di metterci definitivamente in ginocchio. Il problema è che nonostante offriamo un servizio importante anche dal punto di vista sociale nessuno parla di noi, a nessun livello. Si può dire che ormai siamo fermi mesi, ma nonostante questo dobbiamo continuare a pagare gli affitti e le tasse. Ci sentiamo abbandonate".

Una situazione leggermente migliore è invece quella dell'associazione baby parking 'Miciporti' a Pisa. "Noi facciamo vari tipi di servizi, non solo feste - spiega la presidente, Alice Giuntoli - quindi le ultime misure non sono andate a penalizzarci ulteriormente. Certo rispetto all'epoca preCovid abbiamo perso il 70-80% del lavoro. C'è ancora molta paura nei genitori, questo nonostante il fatto che abbiamo adottato tutte le precauzioni possibili e i nostri spazi siano costantemente sanificati, non solo per la sicurezza dei bambini ma anche per la nostra".

Nella lettera inviata a Governo, Regioni e comuni le attività chiedono "aiuti concreti per sostenere il pagamento degli affitti, le incombenze fiscali, costi fissi delle utenze e altre spese", la possibilità di "usufruire, senza limitazioni, della cassa integrazione per i dipendenti" e "tavoli regionali dove discutere per raggiungere una maggior chiarezza e tutela a livello legislativo per il nostro settore".

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