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Cronaca San Rossore

Lutto per il Parco di San Rossore: è scomparso Giancarlo Carrara

Tra i fondatori del Consorzio del Parco, nel 1984 fondò il Corpo di Vigilanza, antincendio e protezione civile

Il Parco piange la scomparsa di Giancarlo Carrara: "E' stato tra i fondatori del Parco e il primo Comandante delle Guardie. A nome di tutto l'Ente esprimo le nostre condoglianze e la nostra vicinanza a familiari ad amici" dichiara il presidente Lorenzo Bani. Pisano classe 1929, faceva parte di quella generazione duramente colpita negli affetti familiari durante i bombardamenti del secondo conflitto mondiale. La tempra che lo caratterizzava lo sostenne nel risollevarsi. Conseguì il diploma di scuola media superiore, divenne impiegato presso il Comune come 'Guardia del Dazio', ufficio che all’epoca esercitava il controllo delle imposte dirette sulle merci. Nel '68 scelse di passare in quelle che all’epoca si chiamavano 'Guardie dei Comuni' poi divenuti Polizia Municipale. Entrato come vicedirettore, dal '72 al '73 esercitò come Comandante.

Sulla fine degli anni '70 fu affascinato dall’idea della creazione di un grande Parco Naturale che riunisse le aree a foresta intorno alla Tenuta Presidenziale di San Rossore, le terre di Coltano e le altre Tenute in una grande area protetta regionale, per preservare il territorio dalle mire speculative che all’epoca si manifestavano sia su Pisa che sulle riviere vecchianese e viareggina. Fu tra i padri fondatori del 'Consorzio per il Parco Regionale Migliarino San Rossore Massaciuccoli', istituito con Legge Regionale il 13 dicembre 1979.

Dapprima ricoprì vari incarichi nel neonato organismo, tra cui quello di primo segretario generale, per poi dedicare tutta la sua restante carriera al progetto della creazione di un corpo di vigilanza specializzato in materia ambientale, che applicasse le leggi che erano state appena emanate per tutelare il territorio. Nel 1984, dopo aver aiutato le popolazioni colpite dal terremoto dell'Irpinia ed essere impegnato durante l’alluvione del Serchio fondò il 'Corpo di Vigilanza, antincendio e protezione civile', formato da un nucleo di guardie provenienti dalle ex riserve di caccia dei Duchi Salviati e dalle Guardie Venatorie Provinciali.

Per primo capì l’importanza di affidare al nuovo corpo anche la tutela dei boschi dagli incendi, quasi inaffrontabili all’epoca, dotandosi dei mezzi più moderni che erano reperibili sul mercato. Il giovane corpo da lui diretto si trovò ben presto ad affrontare, distinguendosi per efficacia e dedizione, i furiosi incendi di Tirrenia e Calambrone del 1984 e 1985. Così come fu istruito nell’affrontare le difficoltà presentate da un territorio difficile e ricco di problematiche, stabilendo una linea diretta anche con le Procure, in particolare quella di Pisa.

Diresse il corpo fino al 1994, svolgendo un lavoro immane che ancora oggi produce i suoi frutti. Era una persona di altri tempi, un secondo padre per tutti i suoi colleghi. Sapeva dirigere nella fermezza ma era anche comprensivo, e ogni tanto si lasciava andare a qualche battuta che è rimasta storica e ricordata ancora oggi. Aveva creato uno spirito di corpo talmente grande che i colleghi lavoravano instancabilmente senza preoccuparsi del risvolto economico. La sua personalità era talmente imponente che anche i politici di allora lo trattavano con un rispetto particolare, e poche persone si permettevano di contraddire.

Un ricordo sentito arriva dalle Guardie che si sono formati sotto la sua guida, i 'suoi ragazzi', come amava definirli lui, cresciuti professionalmente continuando la sua opera e seguendo sempre i suoi insegnamenti, tanto che alcuni di loro sono riusciti a rivestire incarichi a loro volta di comando. Ha lasciato ai 'suoi ragazzi' un patrimonio di esperienza impagabile e la consapevolezza di assolvere a un compito importantissimo: preservare e trasmettere alle future generazioni quel territorio tanto bello che i nostri antenati hanno trasmesso a noi. "Oggi caro Comandante, i tuoi ragazzi con qualche capello bianco in più, ti salutano per l’ultimo viaggio ricordandoti con affetto": così lo salutano le Guardie.

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