Piazza Duomo: "No alle bancarelle, riconoscimento Unesco a rischio"

Lanciata su Change.org una lettera aperta che ha ricevuto adesioni dal mondo culturale ed accademico

Immagine di archivio

'Mai più bancarelle in Piazza dei Miracoli'. Si chiama così l'appello-petizione che raccoglie i consensi di personalità del mondo civile e culturale rivolto all'amministrazione di Pisa ed alle istituzioni pubbliche interessate, come la Regione, la Soprintendenza ed il Ministero dei Beni Culturali. L'obiettivo è chiao: spingere la Giunta pisana ad un ripensamento circa possibili soluzioni di ritorno dei commercianti nell'area. L'iniziativa, partita ieri 26 febbraio, ha raccolto in breve tempo oltre 200 adesioni su Change.org (qua la pagina dedicata). 

Il dibattito pubblico vede da un lato l'apertura del Comune a soluzioni temporanee di rientro in piazza, ipotesi appoggiata apertamente anche dal deputato leghista Edoardo Ziello. Favorevole Confesercenti, mentre Confcommercio da tempo insiste nel chiedere lo stabile rientro degli esercenti dentro le mura. Da contraltare c'è la posizione contraria del soprintendente di Pisa e Lucca Andrea Muzzi, così come del Partito Democratico e del gruppo consiliare di 'Diritti in Comune'

La petizione ha raccolto l'adesione di nomi importanti del panorama accademico, non solo pisano, come Salvatore Settis, Fabio Beltram, Eike Schmidt. Nel testo si afferma anche che "un ritorno delle bancarelle esporrebbe la città anche al rischio di una revoca del riconoscimento di sito Unesco alla famosa Piazza dei Miracoli". I primi firmatari sono Valeria Caldelli, Pierluigi D'Amico e Silvia Silvestri.

"Non a caso la piazza del Duomo di Pisa - si legge nella petizione - si è trasformata per il mondo intero nella piazza dei Miracoli, uno dei 54 siti italiani dell'Unesco. E proprio questa istituzione l'ha definita 'artisticamente unica per il suo design spaziale', quindi non solo per i quattro capolavori assoluti che racchiude, ma anche per quel suo essere delimitata in un grande spazio compreso tra le mura urbane e il confine estremo dell'antica città, fatto da palazzi e dalla lunga facciata di mattoni rossi che segnava il confine con lo 'Spedale Nuovo' e che oggi delimita l'eccezionale e unico Museo delle Sinopie, dove si conservano i disegni preparatori degli affreschi del Camposanto monumentale. Per decenni le bancarelle si sono addossate a quel muro, impedendone parzialmente la vista e solo sei anni fa - non senza polemiche e accese diatribe con le amministrazioni che si sono succedute - è stato possibile allontanare le attività commerciali ambulanti. Un restauro lungo e costoso ci ha restituito questo pezzo di storia della città e il 'miracolo' della piazza nuovamente integra. Da cittadini orgogliosi di un patrimonio che il mondo intero ci invidia ci saremmo aspettati che tutti avessero l'obiettivo prioritario di salvaguardarlo, continuando a impegnarsi per eliminare gli ultimi elementi di degrado ancora presenti nell'area circostante, quella che l'Unesco definisce come 'zona di rispetto', dalle bancarelle di piazza dell'Arcivescovado, alla cura delle vie di accesso e degli edifici, alcuni dei quali versano in condizioni di degrado. Con grande sorpresa dobbiamo invece rilevare che non è così".

Si arriva quindi alla questione Unesco: "Nelle ultime settimane abbiamo dovuto assistere alla proposta della ricollocazione delle bancarelle in piazza del Duomo, magari attraverso idee fantasiose, quali l'uso delle Api Piaggio trasformate per l'occasione in 'carretti' pieni di mercanzie, o dietro il paravento della 'soluzione temporanea'. Ricordiamo, tra l'altro, che nel 2006 l'Unesco, nel suo rapporto periodico, sottolineava 'lo stato di degrado causato dall'interferenza delle attività commerciali' e come queste impattassero 'con la piena visibilità ed integrità della prospettiva del contesto e del decoro'. Un ritorno delle bancarelle esporrebbe dunque la città anche al rischio di una revoca del riconoscimento di sito Unesco alla famosa piazza dei Miracoli. Tutto questo succede nonostante siano intervenute nuove norme (D.L. N. 83 del 31/05/2014 'Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo') che rendono impraticabile una tale prospettiva, arrivando fino alla possibilità di revoca della concessione del suolo pubblico per le attività commerciali, anche temporanee, incompatibili con le esigenze di tutela. Norme che hanno già prodotto intese tra Ministero dei beni e delle attività culturali, Regione Toscana e Comune di Pisa e che partono proprio da questo punto fermo".

L'appello finale: "Si abbandonino definitivamente i propositi sbagliati e si sancisca una volta per tutte l'incompatibilità della presenza delle attività commerciali con occupazione di suolo pubblico in piazza dei Miracoli. Augurandoci che la città possa ancora essere fiera di offrire al mondo intero il patrimonio intatto della sua storia, invitiamo tutti, pisani e no, a far sentire la propria voce, aderendo a questo appello, oppure nelle forme che riterranno più opportune". Oltre a sottoscrivere online si può scrivere alla mail maipiubancarelle@gmail.com, contattare su Facebook i primi firmatari e siglare sui moduli cartacei che saranno diffusi.

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