Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Malattie epatiche, l’autore della scoperta dell’epatite D presenta le novità terapeutiche e della ricerca

L’11 febbraio Mario Rizzetto (Università di Torino) alla Scuola Superiore Sant’Anna come ospite dei seminari “Orizzonti in medicina e biologia” coordinati da Vincenzo Lionetti

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Le più recenti novità terapeutiche sull’epatite D, raccontate dal medico autore della sua scoperta nel 1977, saranno al centro del seminario in programma alla Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa mercoledì 11 febbraio (ore 18.00, aula magna) nell’ambito del ciclo “Orizzonti in medicina e biologia”, coordinato dal prof. Vincenzo Lionetti, docente del settore di scienze mediche. Il protagonista sarà Mario Rizzetto, oggi Ordinario in Gastroenterologia all'Università di Torino, che nel 1977 annunciava alla comunità scientifica internazionale di aver individuato un nuovo sistema antigene-anticorpo nel siero e nel fegato di alcuni portatori dell’antigene dell’epatite B. Così un giovanissimo medico ricercatore (Mario Rizzetto era poco più che trentenne) aveva fatto una scoperta che, ad oggi, rappresenta una pietra miliare della epatologia e che ha aperto un nuovo importante capitolo sulle “epatiti virali”. Il virus dell’epatite delta o epatite D è infatti “difettivo”, cioè è incapace di sussistere in proprio ma può attivarsi e può diventare patogeno solotanto in presenza del virus dell’epatite B.

L’impatto clinico dell’epatite D è importante poiché, sovra-infettando i portatori dell’epatite B, ne aggrava una persistente epatite o crea una nuova malattia nei portatori sani dell’epatite B.Il seminario dell’11 febbraio alla Scuola Superiore Sant’Anna sarà l’occasione per il prof. Mario Rizzetto, introdotto dal prof. Vincenzo Lionetti, per raccontare agli allievi di scienze mediche come è nata la sua scoperta, per presentare le sue ultime ricerche, ma soprattutto per annunciare le più recenti novità teraputiche sull’epatite D. Secondo i dati del rapporto “Global burden of disease study 2010”, diffusi all’International Liver Congress 2014 di Londra, le epatiti continuano a provocare in Europa un numero di decessi annui superiore rispetto all’Aids in fase conclamata: 90 mila decessi ogni 12 mesi rispetto a  circa 8mila.

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