Maleodoranze a Calambrone, Diritti in Comune: "Necessaria una valutazione certa di ciò che avviene"

Il gruppo consiliare di Ciccio Auletta interviene sulla questione dopo la riunione in Commissione

"Ad oggi non abbiamo dati certi in merito all'inquinamento dell'aria a Calambrone. È questo il primo dato emerso dalla audizione in prima commissione da noi richiesta di ARPAT, assente la ASL, a seguito delle ripetute denunce dei cittadini". Ad intervenire sulle maleodoranze a Calambrone è la lista Diritti in Comune che spinge per l'individuazione certa delle cause.
"La cosa però chiara è che l'area industriale di Stagno e le attività condotte dalle navi nel porto di Livorno sono all'origine di questo fenomeno. Non necessariamente gli odori sgradevoli sono dannosi per la salute, ma allo stato attuale non ci sono dati sufficienti per fare una seria valutazione di quanto accade. Ed è questo per noi un fatto grave che denunciamo da tempo: la necessità invece di avere un quadro conoscitivo completo - sottolineano dal gruppo consiliare - per fare questo, come ribadito dagli stessi rappresentanti di ARPAT, è necessario che le amministrazioni si facciano parte attiva nei confronti dei soggetti che hanno competenza sulla questione per riuscire ad ottenere una conoscenza approfondita e una valutazione chiara di quanto avviene. Farsi parte attiva significa che il Comune deve agire sia sul piano politico nei confronti della Regione, del Ministero dell'Ambiente e della Capitaneria del Porto di Livorno, sia che deve stanziare delle risorse di bilancio per condurre delle adeguate campagne di monitoraggio".
"A fronte delle sollecitazioni molto chiare venute anche da ARPAT, insufficiente ancora una volta la risposta della Giunta - attaccano da Diritti in Comune - si tratta di volontà politica, di iniziativa e di stanziamento di risorse: cose che in questi due anni e mezzi sono del tutto mancate. Azioni che vanno intraprese anche in sinergia con i Comuni di Livorno e Collesalvetti, ma anche nei confronti delle imprese che operano a Stagno; imprese che, come evidenziato da ARPAT, in certi casi non hanno un atteggiamento collaborativo. A maggior ragione serve un'azione politica forte: i Comuni di Collesalvetti e Livorno hanno lavorato di comune accordo e in sinergia con ARPAT per coinvolgere le aziende nelle azioni di valutazione dell'inquinamento prodotto dalle loro attività, ma anche su questo l'assessore non ha dato risposte chiare né complete, così come sui finanziamenti per il potenziamento del monitoraggio della qualità dell'aria in città".
"Noi continueremo ad incalzare questa amministrazione riproponendo a breve in Commissione una verifica sull'operato della Giunta e chiedendo che nella prossima variazione di bilancio siano stanziati i fondi necessari a tutelare la salute delle cittadine e dei cittadini" concludono da Diritti in Comune.

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