Cronaca

Maleodoranze nel Comprensorio del Cuoio: gli esiti di alcuni accertamenti ARPAT

Individuate delle criticità per tre impianti che danno origine alle maleodoranze, le attività di accertamento sono comunque ancora in corso per alcuni di questi impianti, e di altri che possono essere all'origine dei cattivi odori

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Dall’inizio dell’estate il Dipartimento ARPAT di Pisa sta effettuando una intensa attività di controllo nel Comprensorio del Cuoio, a seguito delle numerose segnalazioni di maleodoranze da parte dei cittadini. In data 8 agosto l’Amministrazione Provinciale ha collocato il Laboratorio Mobile per il monitoraggio della qualità dell’aria a circa 300 metri dal depuratore di Castelfranco.

Al momento i dati acquisiti dal Laboratorio Mobile sono in corso di elaborazione da parte del settore ARPAT Modellistica previsionale presso l’Area Vasta Centro. Successivamente è stato concordato con l’ASL11 uno specifico Protocollo di vigilanza, che prevede un percorso quasi giornaliero effettuato da tecnici per controllare le zone più critiche e la raccolta delle segnalazione dei cittadini residenti nelle zone interessate dalle maleodorante tramite un questionario.

Gli impianti sottoposti alla vigilanza dell’Agenzia sono diversi, tuttavia l’approccio seguito ha consentito di individuare alcuni impianti come principali sorgenti emissive di odori molesti. L’ARPAT pubblica oggi sul suo sito sinteticamente le informazioni scaturite dagli accertamenti svolti finora riguardanti:

Il depuratore di Castelfranco di Sotto gestito quasi completamente dalla Società Waste Recycling SpA, che rappresenta lo stadio biologico della piattaforma di trattamento di rifiuti liquidi, costituito anche da una sezione chimico-fisica preliminare.

Il depuratore di Santa Croce sull’Arno, gestito dal Consorzio Aquarno SpA.

L’impianto del Consorzio SGS di Santa Croce sull’Arno, che effettua un recupero del carniccio e delle rasature al cromo, finalizzato alla produzione di fertilizzanti.

Per tutti e tre gli impianti sono state individuate delle criticità che danno origine alle maleodoranze, le attività di accertamento sono comunque ancora in corso per alcuni di questi impianti. La proposta degli interventi di adeguamento, finora definiti, per ovviare alle criticità evidenziate è stata comunicata alle autorità competenti in materia di ambiente e salute.


ARPAT
Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana

 

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