Maleodoranze ad Ospedaletto, per Arpat è la Teseco: "Sistemi di abbattimento inadeguati"

Nuova indagine dell'agenzia di controllo con sopralluogo nel settembre 2016. E' necessario un intervento di adeguamento strutturale. Antoni (M5S): "Disastro ambientale"

Immagine controlli da sito Arpat

L'elevato numero di esposti per maleodoranze fatti all'Arpat il località Ospedaletto è per l'agenzia "sicuramente riconducibile all'inadeguatezza dei sistemi di abbattimento attualmente installati presso Teseco, posti sulle due linee di aspirazione del locale baie relativamente alla tipologia di rifiuti trattati che, a seconda delle caratteristiche qualitative ed odorigene degli stessi e della direzione del vento, possono provocare maleodoranze nelle zone limitrofe e determinare di conseguenza le lamentele".

La conclusione dell'ultima indagine Arpat, eseguita nel settembre 2016, porta quindi alla necessità di "un intervento di adeguamento strutturale", che potrebbe riguardare la previsione di "un'unica baia dedicata allo stoccaggio dei rifiuti, prevedendo, ad esempio, un filtro a carbone attivo sull'emissione da essa derivante". "Per la valutazione degli eventuali aspetti di carattere sanitario - conclude l'agenzia - sono stati informati l'Asl Nord-Ovest, Settore Igiene Pubblica, ed il Comune di Pisa".

La piattaforma di piattaforma di trattamento e stoccaggio rifiuti della Teseco Srl è stata acquisita dalla Waste Recycling Spa a fine gennaio 2017. Fin dal 2015 l'Arpat aveva riscontrato e imputato valori elevati dei parametri Solventi Organici Volatili (SOV) e Carbonio Organico Totale (COT) ai punti di emissione E12, E13, alle caratteristiche dei rifiuti stoccati nelle baie. Nei sopralluoghi recenti gli odori provenienti dal biofiltro sono stati avvertiti dal personale tecnico anche sul retro dell'impianto, quando la postazione si trovava contro vento. Sul sito Arpat si possono vedere i parametri riscontrati nel dettaglio.

"Sono anni che gli abitanti delle zone comprese fra Teseco-inceneritore e aeroporto lamentano disagi - analizza la consigliera comunale dei 5 Stelle Valeria Antoni - e una pessima qualità dell'aria. Ancora non è dato sapere nulla della famigerata indagine epidemiologica delle zone. Zone nelle quali spesso viene praticata anche la combustione di materiale plastico o gomme come è noto. Ad oggi apprendiamo che non sono paturnie dei cittadini, ma una vero e proprio disastro ambientale dato dalla sommatoria di più situazioni, confermato dalla silente diffusione di malattie legate all'inquinamento atmosferico".

"Come Movimento 5 Stelle - conclude la Antoni - abbiamo immediatamente depositato un atto ispettivo, un question time per la precisione presso il Consiglio comunale per sapere che cosa farà il sindaco in qualità di ufficiale sanitario".

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