Cronaca Pratale / Via San Giovanni Bosco

Don Bosco: digiuna per protesta e si sente male, agente in ospedale

La forma di protesta è in atto da ieri per manifestare il proprio dissenso al trasferimento del direttore Santina Savoca e del comandante Marco Garghella. Il sindacato annuncia: "Lo stato di agitazione proseguirà"

Un malore per uno degli agenti della Polizia Penitenziaria del carcere di Pisa che da ieri, insieme ai colleghi, si era autoconsegnato all'interno della casa circondariale, mettendo in atto il digiuno per protestare contro il trasferimento del direttore Santina Savoca e del comandante Marco Garghella. E sarebbe proprio il rifiuto dei pasti della mensa interna ad aver provocato il malore. L'agente è stato soccorso dal 118 e trasportato in ospedale. A comunicarlo i sindacati.

"E' una notizia molto grave - afferma Donato Capece, segretario generale del Sappe - e servono ora segnali forti dall'amministrazione penitenziaria per porre fine al disagio del personale. Prima che la protesta possa avere conseguenze più gravi è necessario che il Dap apra un confronto con i sindacati anche sulla criticità dell'intera regione, prendendo in considerazione anche l'opportunità di individuare un nuovo Provveditore Regionale".
"Per tutta la notte - prosegue Capece - un contingente di personale di Polizia Penitenziaria si è fermato, dopo aver espletato il proprio turno di servizio, sino alle prime ore del mattino, rifiutando però i pasti della mensa interna". Il Sappe, che condivide la protesta insieme a Osapp, Sinappe, Cgil, Cisl e Uil, contesta la decisione dell'amministrazione penitenziaria di destinare ad altro incarico il direttore e il comandante della casa circondariale e solidarizza "con i colleghi che attuano lo sciopero della fame". "La decisione di colpire i due dirigenti - spiega il Sappe - é l'ennesima soluzione di rifugio adottata come sempre per cercare a tutti i costi un capro espiatorio e mascherare quell'inerzia e quelle incapacità nazionali, regionali e locali della politica penitenziaria".


In una nota congiunta i sindacati affermano che "il 90% del personale ha condiviso le ragioni della protesta e aderito alle iniziative messe in atto" e annunciano che "lo stato di agitazione non si fermerà finché non arriveranno adeguate risposte da parte dell'amministrazione". (fonte Ansa)

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