Cronaca Centro Storico / Corso Italia

Manifestazione degli anarchici, i Cobas: "Acque radioattive sotto silenzio: perchè?"

Roberta Colombini e Federico Giusti dei Cobas Pubblico Impiego evidenziano come il corteo, con tanto di atti vandalici, sia diventato un pretesto contro la libertà di manifestare, distogliendo l'attenzione dallo sversamento della acque radioattive del Cisam

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la lettera inviata dai Cobas che esprimono il proprio punto di vista sulla manifestazione di sabato e sulla questione dello sversamento di acque radioattive nel Canale dei Navicelli.

"Abbiamo partecipato a titolo personale alla manifestazione indetta dagli anarchici sabato 3 maggio, chi ha organizzato il corteo non si è preoccupato di allargare la partecipazione o proporre un percorso condiviso in città.
Ci sono state azioni che non ci sentiamo nè di condannare nè di rivendicare, gli attacchi alle banche sono atti simobolici per protestare contro quel capitalismo che sta affamando i popoli e le classi lavoratrici facendo loro pagare i debiti speculativi del sistema bancario.
Certo che alcune azioni possono compiacere chi manifesta ma anche pregiudicare gli obiettivi...

Questi atti sono presi a pretesto per costruire una campagna contro la libertà di manifestare, per espellere dal centro cittadino ogni corteo, basti vedere le dichiarazioni della destra e della Confcommercio, gli stessi per i quali l'abusivismo commerciale rappresenta uno dei grandi problemi economici della città, come se la gestione del turismo fosse nelle mani dei venditori di accendini.
L'elemento su cui vogliamo riflettere è il silenzio che accompagna la vicenda delle acque radioattive, un silenzio in città che riguarda l'arco istituzionale ma anche i settori della sinistra radicale e antagonista.
E' già accaduto con il People Mover, quando 3 anni fa abbiamo denunciato l'inutilità dell'opera e i suoi elevati costi da parte degli attivisti dei beni comuni non c'è stato sostegno, eppure il project financing rischia di far pagare alla comunità gli investimenti fatti per una opera di cui la città non sente alcun bisogno.
Qualcosa di analogo potrà accadere con la Sesta Porta dopo il disimpegno dell'Istituto di Vulcanologia che potrebbe lasciare il Comune di Pisa alle prese con un forte indebitamento.

La questione delle scorie nucleari non è di poca rilevanza anche se viene sottovalutata dalle associazioni ecologiste che dai governi locali e nazionali ricevono sovvenzioni di varia natura in cambio delle quali hanno trasformato la questione ambientalista in un giro di affari o in progetti compatibili con il modello di sviluppo capitalista.

Le scorie radioattive del Cresam sono state seppellite in una miniera in Sicilia, miniera chiusa da un giorno all'altro lasciando i minatori senza salario.
Lo smaltimento delle scorie in Italia rappresenta un business per le multinazionali ma a pagare, in termini di salute e economici, è l'ignaro contribuente italiano con la componente A2 della bolletta elettrica. Ma allora perchè nessuno ha lanciato una campagna contro questo prelievo forzoso?

E perchè le acque radioattive scaricate nel fosso dei Navicelli (dove vanno a fare le gare di canoa) non hanno mosso la comunità scientifica locale e le associazioni ambientaliste che prendono per oro colato le rassicurazioni dell'Arpat e dell'amministrazione comunale? Una analisi obiettiva della pericolosità delle scorie e delle acque è possibile nella città di Pisa?

Sono queste le domande che restano senza risposta, la questione delle vetrine imbrattate non sia allora un alibi per nascondere la testa sotto la sabbia o imporre per tutti\e il divieto di manifestare in città".

Roberta Colombini e Federico Giusti  -  Cobas Pubblico Impiego


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