Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca Via Francesco Guerrazzi, 80A

San Miniato: una manifestazione animalista contro la macellazione rituale

La pratica prevede di uccidere gli animali attraverso lo sgozzamento con la recisione della giugulare per permettere al sangue, considerato un elemento impuro, di defluire completamente e non essere mangiato. Appuntamento alle 14 al mattatoio comunale

Una manifestazione di protesta contro la macellazione rituale, una pratica che prevede di uccidere gli animali attraverso lo sgozzamento con la recisione della giugulare per permettere al sangue, considerato un elemento impuro, di defluire completamente e non essere mangiato. E' quella organizzata dall'associazione 'Animalisti Italiani Onlus', con la collaborazione di Irriducibili Liberazione Animale, per sabato 21 marzo a San Miniato.

L’appuntamento è alle ore 14 al mattatoio comunale via Domenico Guerrazzi 80, frazione La Catena. Qui verrà depositata una corona di fiori a cui seguirà un lancio di palloncini a forma di agnello in memoria degli animali macellati con rito religioso e non. La manifestazione sarà anche l'occasione per sollecitare e la Asl Veterinaria 11, il sindaco di San Miniato, Vittorio Gabbanini, e il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi alle verifiche riguardo regolare svolgimento all'interno del mattatoio islamico Azienda Agricola Romilda dopo che lo scorso 14 settembre l' 'Associazione Animalisti Italiani' e 'Irriducibili Liberazione Animale' ne avevano impedito l'inaugurazione.

Inoltre da San Miniato verrà rilanciata la petizione per chiedere al parlamento di calendarizzare, discutere e votare la proposta di legge n. 1225 'Modifiche al decreto legislativo 1° settembre 1998, n. 333, recante attuazione alla direttiva 93/119/CE relativa alla protezione degli animali durante la macellazione o l’abbattimento' e al Governo di vietare del tutto la macellazione rituale religiosa in Italia. Attualmente nel nostro Paese il Decreto Legislativo n. 333 del 1998 prevede che l’animale prima di essere ucciso debba essere privo di coscienza, in modo da evitargli ulteriori sofferenze. Nello stesso decreto, però, si permette alle macellazioni rituali di avvenire senza preventivo stordimento.

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