Cronaca Camp Darby

Esuberi a Camp Darby: in protesta davanti alla base americana

Il campo militare pisano è divenuto satellite della base di Vicenza. Anche l'ambasciatore Usa era intervenuto sulla vicenda offrendo rassicurazioni, ma la Cisl denuncia: "Nessuna trattativa aperta"

Sit in di protesta davanti alla base americana di Camp Darby questa mattina per manifestare contrarietà ai 67 esuberi annunciati dal Governo Usa. La Cisl di Pisa, infatti, denuncia che per "i dipendenti non ci sarà alcun incentivo per il trasferimento e alcun ammortizzatore sociale: o accettano il trasferimento a Vicenza o saranno licenziati". La base, spiega una nota della Cisl, "é divenuta satellite del Dal Molin di Vicenza e, secondo il comando della base, per 67 dipendenti italiani non c'é più posto".

Il presidio, al quale hanno partecipato anche l'assessore comunale Maria Paola Ciccone, il sindaco Marco Filippeschi e il presidente della Provincia Andrea Pieroni, terminerà alle 12. "La lista degli esuberi - spiega il segretario provinciale della Cisl, Gianluca Federici - è nelle mani del comando, ma non in quella dei sindacati. Non è stata aperta alcuna trattativa, siamo stati scavalcati. Eppure all'inizio della vicenda il comando aveva assicurato di muoversi con il maggiore tatto possibile".


Il rischio per molti lavoratori, ormai radicati in Toscana, è quello di restare senza impiego. "E tutto questo - conclude Federici - mentre abbiamo notizie che nuove attività saranno affidate alla base militare. E che, forse, il comando sarà costretto ad assumere nuovi addetti per farvi fronte. Sarebbe stato sufficiente invece riqualificare il personale esistente".

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