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Cronaca

Manifestazione 'no Green Pass' a Pisa: in 300 in corteo in centro

Ritrovo alle 9 in Piazza Martiri della Libertà, poi il transito fra le vie cittadine e la chiusura in Piazza Dante alle 13

Cori alla libertà e alla resistenza, contro il regime. Molti richiami al rispetto della Costituzione, perché "Green Pass = dittatura", come recitava uno dei cartelloni. Le due 's' di 'Green Pass' dello striscione principale scritte nello stile dei reparti nazisti Schutzstaffel. Un minuto di silenzio in Piazza Cavalieri "perché la democrazia è morta".

Si è svolta dalla mattinata di oggi, 18 ottobre, fino circa le ore 13, la manifestazione lanciata a Pisa dal locale Comitato No Green Pass in occasione della visita a Pisa del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. In Piazza Martiti della Libertà si sono ritrovate a partire dalle ore 9 circa 300 persone, che dopo vari interventi al microfono si sono mosse alle 10.50 verso il centro cittadino per il corteo.

La piazza era presidiata ai quattro angoli da camionette, uomini e mezzi di Polizia e Carabinieri, con i consueti reparti antisommossa. Un cordone di agenti ha poi seguito la passeggiata dei manifestanti per le vie percorse: via Santa Caterina, largo del Parlascio, via Maffi, Piazza del Duomo, via Santa Maria, via dei Mille, Piazza dei Cavalieri, via Dini, Borgo Stretto, Lungarno Pacinotti, Piazza Carrrara e infine Piazza Dante. Tutto si è svolto senza alcun tipo di intemperanza, pericolo per l'ordine pubblico o disagi per la popolazione. I più sorpresi, al limite, sono stati i turisti di Piazza dei Miracoli, dove per qualche minuto è cambiato il loro soggetto di video e fotografie. 

Nella variegata composizione dei manifestanti, fra voci no vax e puntualizzazioni "siamo no green pass", l'aperta contestazione al presidente Mattarella l'ha sostenuta - fra gli applausi o i fischi a seconda dell'incitazione - Leonardo Massei, di Fronte del Dissenso: "Sfortunatamente questo personaggio - ha esordito - è oggi a Pisa ed è fra quelli che comanda in questo Paese". Ha ricordato ad esempio quando "ha fermato la nomina di Savona come ministro, perché la Germania non voleva" (per le sue posizioni antieuropeiste ndr) e soprattutto perché "ha firmato tutti i dpcm" della pandemia: "Ditemi voi se non debba essere processato per alto tradimento". Si starebbe infatti "formando una nuova forma di dittatura, dove Mattarella e Draghi lavorano insieme", per una "Italia rompighiaccio per il grande reset".

Invettiva politica a parte emerge dalla piazza un bisogno sociale, quasi oltre il senso nominale della manifestazione, di lotta alla solitudine ed alla precarietà. Racconta l'ex studentessa Chiara: "Da poco sono uscita dall'Università. Devo dire che non ho sentito tutta questa emergenzialità della pandemia. La nostra generazione di 20-25enni è abituata a vivere nell'emergenza: sappiamo che non avremo una pensione, un lavoro, la possibilità di farci una famiglia. Queste, invece, non sono emergenze? E in tutto questo contesto, io dovrei pure rimanere chiusa in uno sgabuzzino aspettando che qualcuno mi dica se posso uscire?".

Presidio e corteo 'No Green Pass' a Pisa del 18 ottobre 2021

Federico Giusti del sindacato Cub Pisa ha fatto emergere il punto dell'assenza di presa in carico dei problemi, o di tale percezione a seconda di come la si pensi, da parte delle istituzioni: "Nella piazza di Roma non c'erano i migliaia non più iscritti al sindacato, i movimenti no tap e no triv, i movimenti dell'abitare, i tantissimi precari che non arrivano alla fine del mese. Ci sono discriminazioni sulle visioni delle piazze. Io sono vaccinato, ma non mai avuto dubbi sulla natura repressiva del Green Pass".

Sul fronte lavoro "siamo contro all'onere sui lavoratori del controllo del Green Pass - prosegue Giusti - tale ruolo spetta ai vertici d'azienda. Abbiamo operato con mascherine non consegnate dai datori, con risparmi su sanificazioni o con appalti al ribasso. Infortuni e morti sul lavoro sono aumentati anche nei periodi di blocco, di che sicurezza sul lavoro stiamo parlando allora? Siamo contrari al sostegno di questo Governo Draghi, di altri governi tecnici o della legge Fornero, come i sindacati confederali. Ogni piazza ha le sue contraddizioni, ma dobbiamo dire un forte no a limiti della libertà come il Green Pass, strumento di salvaguardia dello status quo, dove alla fine siamo tutti sempre più poveri".

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