Domenica, 20 Giugno 2021
Cronaca Centro Storico / Piazza delle Vettovaglie

Case popolari e No Tav: un unico corteo percorre le vie della città

La manifestazione era stata organizzata dagli abitanti del quartiere di Gagno che, insieme agli attivisti del Progetto Prendocasa e dello Spazio Popolare Sant'Ermete, rivendicano l'assegnazione delle case popolari. Il Comune annuncia: "Sono arrivati i fondi regionali"

Giornata di mobilitazione ieri a Pisa per il quartiere di Gagno (che in settimana ha occupato il casottino del parco), per quello di Sant'Ermete, per gli attivisti del Progetto Prendocasa e per tanti No Tav che hanno sventolato le loro bandiere in corrispondenza di una manifestazione contro l'infrastruttura che si è svolta a livello nazionale.

Il ritrovo sotto al Comune dove circa duecento persone hanno posizionato case di cartone per rappresentare le palazzine ed edifici sfitti lasciati dall'amministrazione in abbandono. Le politiche di speculazione e di cementificazione del Partito Democratico sono state duramente attaccate e uno striscione affisso alle colonne del Comune, diretto all'assessore alla casa recitava: “Zambito, basta cantieri infiniti, le case ci sono e vanno assegnate”.

ll corteo è partito con in testa l'ape 50 con impianto nel cassone e lo striscione “Una sola grande opera: casa e reddito per tutti”. Tante bandiere No Tav, croci pisane e bandiere neroazzure hanno attraversato il centro cittadino, passando per Piazza delle Vettovaglie e Piazza Dante, il corteo si è diretto verso la sede dell'Apes, ente che gestisce le case popolari. Gli abitanti di Sant'Ermete e di Gagno hanno chiuso simbolicamente l'ingresso del palazzo con dei nastri, contestando la negligenza nel garantire la sicurezza e la dignità per le abitazioni popolari. Dopo l'assedio all'Apes il corteo si è diretto verso Piazza dei Miracoli, attraversando e costeggiando la Torre di Pisa, deviando poi verso il supermercato Pam di Porta Nuova. Un nuovo blocco è stato effettuato all'interno del supermercato mentre all'esterno sono stati attaccati dei manifesti con scritto “lotta e vinci migliaia di buoni spesa”. Alla fine il rientro nella 'Casa del Pueblo', il casottino occupato dagli abitanti del quartiere di Gagno.

"La mobilitazione di oggi, inserita nella giornata nazionale contro le misure repressive al Movimento No Tav - affermano i manifestanti - ha ricomposto tutte le soggettività che in città praticano conflitto: residenti dei quartieri popolari, occupanti di case e resistenti agli sfratti, disoccupati, anziani, giovani e bambini che frequentano i doposcuola negli spazi sociali dei quartieri hanno dimostrato che l'unica soluzione per combattere la crisi è contrapporsi, trasversalmente, alle politiche di austerità della governance".manifestazione gagno 22 febbraio 2014-3

CASE POPOLARI: SI SBLOCCANO I FONDI. E proprio nella giornata di mobilitazione, che ha riguardato anche il problema dell'emergenza abitativa, l'amministrazione comunale ha annunciato l'arrivo, nelle casse di Apes, di 752.000 euro di fondi regionali, destinati al recupero degli alloggi di resulta e promessi da più di un anno dalla giunta regionale.
Non si tratta però del finanziamento completo (circa 1.250.000 euro), ma di una prima tranche, il 60%, che comunque "ci permette di affrontare con sicurezza l'emergenza abitativa che la città sta vivendo e che non accenna a diminuire" ha commentato l'assessore alle Politiche Abitative del comune di Pisa, Ylenia Zambito. Grazie a queste risorse, entro giugno saranno recuperati e messi a disposizione circa 60 alloggi di resulta, senza contare gli altri 22 già finanziati e che saranno già pronti entro marzo.
"Negli ultimi anni gli alloggi si sono liberati al ritmo di 8 al mese - spiega il presidente di Apes, Lorenzo Bani - considerando che il recupero di un solo alloggio costa in media 13.000 euro capite bene quale sia la difficoltà. Grazie a questo finanziamento e ai programmi chiari e precisi che abbiamo messo in campo riusciremo entro il 2014 ad azzerare gli alloggi di resulta». Anche grazie ai 500.000 euro di fondi regionali restanti e che, auspica Bani, "spero arrivino in tempi brevi".

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