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Cronaca Coltano

Continua la mobilitazione contro la base militare a Coltano: in 200 manifestano a Firenze

Il governatore Eugenio Giani assicura: "La struttura resti fuori dal Parco di San Rossore. Al lavoro col Ministero per sedi alternative"

Continua, sostenuta da numeri massicci e da un'appoggio trasversale, la protesta di associazioni, movimenti, partiti e singoli cittadini contro il progetto della nuova base militare a Coltano, all'interno del Parco di San Rossore. Nella mattinata di mercoledì 4 maggio un nutrito gruppo di manifestanti, sulle 200 unità, si è riunito in presidio a Firenze, davanti alla Caserma Baldissera. Fuori dal recinto dell'edificio la protesta, pacifica, di chi si oppone strenuamente al progetto. All'interno delle mura della struttura militare è andato in scena l'incontro istituzionale tra i vertici regionali, del Parco e del Ministero della Difesa. Un faccia a faccia dal quale è uscita fuori una sorta di 'via di mezzo' che possa accontentare le parti in gioco: costruire la base dei Carabinieri, magari su più moduli, 'spacchettandola', fuori dal Parco di San Rossore, a Coltano. Comunque, sempre a Pisa, senza cioè perdere l'opportunità. E' questa la posizione che emerge dal governatore, Eugenio Giani, al termine del vertice organizzato a Firenze, come riporta l'agenzia Dire.

"Abbiamo fatto presente che ci possono essere dei siti alternativi, che non stanno all'interno del Parco. Siamo partiti da progetto presentato, che era tutto concentrato dentro il Parco. Ma per me quelle finalità e quegli uomini possono stare anche in ambienti non necessariamente contigui, anche a qualche chilometro di distanza. Sempre nel Comune di Pisa, perché a mio giudizio questa è un'opportunità" afferma Giani. Tuttavia, precisa, "prima di parlare di qualsiasi soluzione serve un secondo atto, una riunione con i vertici tecnici dei Carabinieri, noi, il Parco, il Comune di Pisa e il ministero".

E questo secondo 'round' è fissato per il 12 maggio a Roma, quando al tavolo si siederà anche il ministro Lorenzo Guerini: "Da qui a quella data dobbiamo lavorare per vedere altre aree disponibili a Pisa, cercando di stare più possibile fuori dal parco". Detto questo, "con l'ente parco e il Comune siamo in sintonia. Lo spirito è stato molto costruttivo e ho visto un'Arma dei Carabinieri non chiusa, ma assolutamente disposta a un dialogo". Quello odierno è stato "un incontro franco, in cui ognuno con molta chiarezza ha espresso le sue posizioni, che chiaramente partivano da presupposti diversi. Lo definirei l'inizio di un percorso costruttivo" per quella che Giani definisce "un'ecostruttura e non una sede militare". Lì, infatti, "si parla di centro internazionale ambientale, di ecodiversità, di quello che possono fare i Gis per la tutela dell'ambiente".

Alla voce delle istituzioni risponde, forte, il coro dei manifestanti radunati fuori dalla caserma nel presidio organizzato dal Movimento 'No base' Pisa. Un movimento spontaneo di convergenza che ha visto in prima fila gli abitanti di Coltano, affiancati da realtà della società civile pisana e fiorentina su una parola d'ordine chiara: "No alla base né a Coltano né altrove". Tutti gli interventi hanno richiesto l'immediato ritiro del decreto Draghi e l'utilizzo dei 190 milioni di euro previsti tramite le procedure di semplifcazione del PNRR per "dare una risposta alle vere priorità sociali della nostra regione: lavoro, tutela del territorio, contrasto alla violenza di genere, emergenza abitativa, scuola e sanità. Priorità che richiedono urgentemente investimenti cospicui, considerati gli impatti sociali ed economici della pandemia e la questione del dissesto idrogeologico aggravato dal cambiamento climatico". I rappresentanti del Movimento proseguono: "Mentre i rappresentanti dei Governi locali e nazionli si chiudono ancora in una stanza all'interno di una caserma, il movimento rilancia una mobilitazione pubblica e partecipata verso una grande manifestazione nazionale il 2 giugno che metta in rete le lotte, le vertenze su questioni prioritarie come la pace, la tutela ambientale e dei diritti sociali e del lavoro".

La proposta del presidente del Parco

Il parere del sindaco Michele Conti

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