Continua la mobilitazione di ristoratori e albergatori: "Pronti ad andare a Roma"

Dopo la manifestazione di lunedì la neonata associazione Futuro Horeca Pisa minaccia di portare la protesta nella capitale e traccia un bilancio del primo weekend di riapertura: "Un bagno di sangue"

La manifestazione di Piazza dei Cavalieri (Foto dalla pagina Facebook di Futuro Horeca Pisa)

"Ad alcuni di noi è arrivata la cassa integrazione di marzo e aprile per i propri dipendenti. Crediamo che nei prossimi giorni la situazione si possa sbloccare per tutti. In caso contrario siamo pronti ad andare a protestare a Roma". Prosegue la mobilitazione di Futuro Horeca Pisa che riunisce oltre 40 attività della provincia tra ristoranti, bar, hotel etc. Dopo la manifestazione che si è svolta lunedì scorso in piazza dei Cavalieri, dove si sono riunite diverse decine di persone tra ristoratori, albergatori, baristi, dipendenti e partite Iva, l'associazione minaccia ora di portare la protesta nella capitale "entro una settimana". 

"Ci stiamo organizzando con le altre associazioni con cui abbiamo condiviso il flash mob di lunedì - spiega il presidente di Futuro Horeca Pisa, Dino Ricci - per organizzarci su scala regionale e nazionale. Se le risposte non saranno quelle che ci aspettiamo siamo pronti ad andare a Palazzo Chigi". La richiesta principale resta il versamento della la cassa integrazione in deroga per i dipendenti e l'estensione della stessa fino alla fine dell'emergenza legata al Covid-19.

Ricci traccia quindi un bilancio, per le attività pisane, dopo il primo weekend di riapertura. "In media è stato un bagno di sangue - afferma - anche se ci sono stati alcuni casi in cui le cose sono andate meglio, soprattutto per quei ristoranti che possono garantire spazi all'aperto. C'è infatti ancora molta paura nelle persone a riunirsi al chiuso. In generale è andata meglio sul litorale, dove hanno sfruttato anche il turismo locale, mentre è andata male nel centro storico. Bisogna anche considerare - conclude Ricci - che a Pisa hanno riaperto solo il 30/40% delle attività e che quindi questi numeri, già di per sè insufficienti, diventeranno ancora più preoccupanti quando anche le altre attività decideranno di ripartire".

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(Foto dalla pagina Facebook di Futuro Horeca Pisa)

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