Cronaca

Manifestazione 'Sentinelle in piedi': l'intervento del segretario PD Nocchi

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Dispiace che, proprio mentre nelle stesse gerarchie della Chiesa Cattolica è in atto una riflessione, che non sappiamo quali esiti avrà, ma a cui guardiamo con profondo rispetto, sull'atteggiamento da tenere nei confronti di ciò che è cambiato in profondità, negli ultimi decenni, nel modo di concepire la vita delle famiglie, i temi della sessualità, le questioni legate alle differenze di genere e di orientamento sessuale, a Pisa come in molte altre città si siano tenute manifestazioni di intolleranza e di integralismo.

Il movimento delle “Sentinelle in piedi” contesta il ddl Scalfarotto che, giustamente, definisce l'omofobia come un reato contro la libertà delle persone e contro il rispetto, che deve caratterizzare una società matura e civile, per tutti i diversi modi di vivere la propria vita, purché sia esclusa la violenza e la sopraffazione degli uni sugli altri.

Noi crediamo, al contrario, che il PD e questo governo debbano dare seguito, nei tempi più rapidi possibili, resi ancora più urgenti dai troppi ritardi che l'Italia ha accumulato su questi temi nei confronti dell'insieme dei paesi più avanzati, di cui vogliamo che continui a far parte, all'approvazione di norme sulle unioni civili che consentano alle coppie omosessuali di accedere a tutti i diritti (dalla reciproca assistenza all'eredità, dall'accesso ai servizi alle possibilità di adozione) di cui godono le altre forme di convivenza. Pensiamo che su questi temi la coscienza diffusa nella società sia ormai più avanzata di quella che si esprime nelle decisioni politiche, ma siamo anche convinti che uno stato democratico abbia il dovere di garantire diritti di questo tipo anche qualora si trattasse di tutelare delle minoranze.

La manifestazione delle “Sentinelle in piedi” e la raccolta di firme contro la moschea sono due facce, certo estremamente diverse, di una stessa medaglia, che ci preoccupa molto: il tentativo di una destra, ormai sempre più minoritaria, di darsi una forza assumendo come elemento di identità il rifiuto di chi si presenta, per qualsiasi motivo, come diverso.
Chi manifesta, in nome del proprio credo religioso ha dimenticato le parole di Papa Francesco che ha detto: "chi sono io per giudicare?"

Crediamo che nella nostra città ci siano, in tutte le forze politiche democratiche, fra gli uomini e le donne di ogni fede e di ogni estrazione culturale, nel mondo della cultura, le risorse per contrapporre a tutto questo la storia di Pisa nel secondo dopoguerra. Che è stata la storia di una città capace di integrare generazioni, provenienze, culture, mentalità diversissime, e che certamente vuole continuare ad esercitare questa capacità. 

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