Cronaca

Corteo studenti, i ragazzi al sindaco: "Dichiarazioni vergognose"

Dopo il corteo di giovedì e la ferma condanna di questura e sindaco, gli studenti ripercorrono la giornata di protesta. "Le scuole in agitazione, i cortei, i blocchi, l'irruzione nei palazzi della crisi saranno sempre più frequenti" dicono

Gli studenti di fronte al palazzo della Provincia

Prendono la parola sulla giornata di lotta di giovedì gli studenti che hanno partecipato alla manifestazione fermamente condannata dalla Questura e dal sindaco di Pisa.
"Come studenti medi abbiamo riproposto a Pisa una giornata di lotta contro l'austerità ed i tagli nella direzione del conflitto e della determinazione espressi nelle mobilitazioni precedenti - si legge in un comunicato - dopo i picchetti nelle scuole gli studenti si sono ricompattati e sono partiti da piazza S. Antonio, scegliendo come primo obiettivo l'edificio dell'amministrazione provinciale, emblema dell'inutilità della classe politica e responsabile del degrado in cui versa la manutenzione delle nostre scuole. I portoni chiusi e la polizia schierata non ci hanno intimiditi: la piazza studentesca, presa dalla voglia di riscatto sociale, ha avanzato fino a riuscire ad entrare, affiggendo uno striscione sulla terrazza del palazzo complice della distruzione strutturale e culturale che viviamo nelle nostre scuole".

Il corteo ha poi proseguito il suo cammino sino ad arrivare al Provveditorato agli Studi, definito "ente simbolo dell'aziendalizzazione delle scuole".
"Siamo arrivati di fronte alla cancellata chiusa ed ancora una volta le forze di Polizia erano schierate di fronte all'entrata con l'obiettivo di non farci entrare - affermano i giovani manifestanti - gli studenti non si sono fermati e il cancello ha ceduto ed è finito a terra, scatenando un'isterica reazione della polizia. Siamo così saliti e abbiamo attaccato uno striscione nella terrazza di quello stabile, riappropriandoci ancora una volta del diritto a dissentire ed a far pressione fin dentro i palazzi della crisi. Queste azioni ci hanno spinto a riempire di protagonismo altre strade della nostra città - continuano nel comunicato - il corteo ha raggiunto i quartieri popolari della periferia".

E' stata così occupata la passerella di S.Giusto, poi è stata la volta dei binari della stazione centrale. Gli studenti hanno poi occupato i locali dell'ex cinema Ariston. "Ci siamo ripresi quello che ci spetta: spazi per aggregare, costruire nuove relazioni sociali, per 'occuparci' di noi stessi e di quanti vogliono mettere in discussione un presente di precarietà - sottolineano gli studenti - la sporcizia e gli escrementi che abbiamo ripulito all'ex cinema Ariston, rappresentano al meglio la nostra attività: spazzare via tutta l'immondizia che ci governa e ci costringe alla schiavitù sotto il ricatto del debito e dei 'mercati'".

Poi si rivolgono al sindaco Marco Filippeschi che ha fermamente condannato i fatti avvenuti ieri, definendo le sue dichiarazioni "vergognose".
"Egli fa appello alle forze democratiche per emarginare i violenti e dà piena solidarietà alle forze di Polizia - dicono gli studenti - rispondiamo che è rimasto solo, con i privilegiati del suo Partito, mentre la realtà va in un'altra direzione ed impone ad ogni soggetto uno sforzo per combattere dalla parte della barricata giusta contro l'impoverimento e la crisi. Lei ha scelto da quale parte stare, noi anche. Perfino sul suo profilo Facebook i suoi 'amici' vedono nella protesta il giusto modo per farsi sentire".

Gli studenti accusano poi il Partito Democratico di stare dalla parte di banche, mercati e dei privilegi della classe politica di cui fa parte, mentre le intimidazioni della questura affermano "non ci fanno paura".

"Noi ribadiamo che le scuole in agitazione ed occupazione, i cortei, i blocchi, l'irruzione nei palazzi della crisi saranno sempre più frequenti fin tanto che le nostre scuole saranno al freddo, i nostri genitori in cassa integrazione, i nostri fratelli disoccupati, le nostre famiglie sotto sfratto" concludono e danno appuntamento all'assemblea che si svolgerà domani 8 dicembre alle ore 16 all'ex cinema Ariston, luogo divenuto simbolo della protesta.

 

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