Cronaca Centro Storico

Istruzione ed università: studenti in piazza contro la 'Buona Scuola' e il nuovo Isee

250 persone, tra studenti medi ed universitari, venerdì mattina hanno sfilato per il centro storico della città. Contestati la riforma della scuola voluta dal Governo Renzi e i nuovi parametri per l'accesso alle borse di studio

Un momento del corteo degli studenti medi

Circa 250 studenti medi ed universitari hanno sfilato questa mattina per le vie del centro storico, per dire no alla 'Buona Scuola' voluta dal Governo Renzi e contro la riforma del calcolo dell'Isee. A lanciare la protesta, in concomitanza con la manifestazione nazionale, Officina-Unione degli Studenti e Sinistra Per. 

NO ALLA 'BUONA SCUOLA'. Alle 8.30 il concentramento degli studenti medi in piazza Guerrazzi. Il corteo, circa 200 persone, ha poi attraversato il centro storico (via Benedetto Croce, Corso Italia, Lungarno Gambacorti e Ponte Solferino) fino a raggiungere Lungarno Pacinotti. Qui gli studenti medi si sono uniti a quelli universitari (circa una 50ina di persone) e insieme hanno raggiunto piazza dei Cavalieri. "Toccando vari luoghi significativi della città - spiegano dall'Officina-Unione studenti - abbiamo ribadito che quello proposto da questo Governo non è il modello di scuola che vogliamo: vogliamo una scuola pubblica, aperta a tutti, democratica, partecipata, laica, gratuita, inclusiva e antifascista".

Contestati in particolare alcuni punti della 'Buona Scuola', a partire dai finaziamenti statali alle scuole paritarie: "Con questa Riforma - afferma Francesco Bouchard dell'Officina-Unione studenti - la Giannini continua sulla strada intrapresa dai suoi predecessori: finanziamenti alle scuole private a discapito di quelle pubbliche e prepotente ingresso delle aziende nel mondo e nei luoghi della formazione". Particolarmente contestata anche la figura del 'preside-manager', la "drammatica situazione degli edifici scolastici" e la mancanza di spazi e servizi per gli studenti.

IL CORTEO DEGLI UNIVERSITARI. Al corteo degli studenti medi si è aggiunto su Lungarno Pacinotti quello degli studenti universitari, partito da piazza Carrara. Al centro della contestazione, in questo caso, il nuovo modo di calcolare Isee: una riforma approvata nel gennaio scorso e che "ridurrà del 25-30% il numero degli studenti universitari che potranno accedere ai servizi di diritto allo studio".

"Questa riforma - dice Sofia Demasi di Sinistra Per - colpirà in primis noi universitari, ma non riguarda solo gli studenti. L'Isee è infatti l'indicatore economico su cui si basa l'accesso a molti servizi: da quelli sanitari al trasporto. In sostanza la riforma metterà in discussione l'accesso a tutte le prestazioni sociali, questo nonostante il reddito sia rimasto lo stesso di quello degli anni precendenti". Il parametro più critico per gli studenti borsisti è in particolare quello dell'Ispe che valuta la prima casa sulla base dell'Imu "e dunque ne aumenta a dismisura il valore nei calcoli".

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