Cronaca Centro Storico / Piazza Francesco Domenico Guerrazzi

Studenti in piazza contro l'alternanza scuola-lavoro: "No allo sfruttamento"

La protesta partirà venerdì 13 ottobre da Piazza Guerrazzi. Aderiscono i Cobas, il Sindacato Generale di Base, Mdp e Ucic-Prc

La pisa studentesca sarà presente per la mobilitazione nazionale contro il sistema di alternanza scuola-lavoro, contestato per l'assenza di regolamentazione ed i casi di "mansioni elementari, ripetitive e continuative", in sostanza senza una reale formazione, che così concretizza dei "tirocini-sfruttamento".

Dalle parole del coordinamento universitario di Link si passa a quelle delle organizzazioni pisane Collettivo Studentesco, Collettivo Autonomo Studenti Pisani, Rete degli Studenti Medi Pisa e Officina - Unione degli Studenti Pisa: "No a questa alternanza scuola-sfruttamento, scendiamo in piazza il 13 ottobre: contro l'obbligatorietà delle ore eccessive; contro un'alternanza che di formativo non ha niente; contro un'alternanza che ruba il nostro tempo libero".

Si ribadiscono inoltre i temi tradizionali della lotta studentesca: "Vogliamo una scuola realmente pubblica e accessibile a tutti, dove i costi non ricadano sugli studenti, sulle studentesse e sulle loro famiglie. Siamo stanchi di dover pagare per servizi di trasporti scadenti, strutture scolastiche inadeguate, libri di testo e materiali scolastici sempre più costosi".

Alla mobilitazione hanno dato il loro appoggio i Cobas, il Sindacato Generale di Base, Mdp e Una Città in Comune-Rifondazione Comunista.

Giuseppe Noisi, Cobas Scuola Pisa: "Studenti e studentesse di tutte le scuole superiori, a Pisa come nel resto d'Italia, sono diventati un grande serbatoio di manodopera a costo zero per aziende e attività imprenditoriali di tutti i settori, mentre il diritto allo studio e all'istruzione diventano un obiettivo sempre più labile e remoto. La separazione tra il lavoro manuale e quello intellettuale è un antico vizio della nostra scuola, ma imporre agli studenti delle scuole superiori di essere al servizio gratuito di imprese e aziende (che spesso non presentano neppure i minimi requisiti di sicurezza, o che irresponsabilmente impiegano i giovani in attività pericolose senza che abbiano la preparazione adeguata a svolgerle) non rende più consapevoli, ma più asserviti ad un sistema fondato esclusivamente sul profitto e che non si cura per nulla della dignità delle persone".

Il Sindacato Generale di Base: "Sosteniamo lo sciopero e le rivendicazioni degli studenti del 13 ottobre e il 27 ottobre, Sciopero Generale. Ogni giorno arrivano notizie di abusi sui ragazzi, del vero o proprio sfruttamento che subiscono, prede facili per imprenditori che cosi finalmente si liberano di quelle 4 regole che sono rimaste sui contratti nazionali o dello Statuto dei Lavoratori o peggio della legge sulla Sicurezza. Quando va bene perdono solo il 10-20% delle lezioni, senza contare le ore già tagliate a tutti gli istituti: e non si può fare l'esame di stato se non risultano fatte tutte le 400 ore di ASL!".

Il coordinamento pisano di Mdp: "Nella scuola il rapporto col lavoro ha senso solo se aiuta il processo di apprendimento di quelle persone che imparano più facilmente attraverso il fare che attraverso la teoria. Ma questo non si può di certo fare con norme che impongono a tutti gli studenti del triennio di tutti i licei d'Italia 200 ore di alternanza in tre anni pena la non ammissione all'esame di maturità. Con questi numeri si è costretti ad accettare qualunque offerta: non a caso è stata firmata addirittura una convenzione tra MIUR e McDonald. Sostituire lavoro pagato con lavoro gratuito e obbligatorio, e organizzare per legge forme di lavoro che esplicitamente non prevedono  una retribuzione e un insieme di diritti contrattualmente definiti assomiglia più allo schiavismo che alla formazione scolastica".

Ucic-Prc: "Le condizioni in cui si è realizzata finora l'alternanza hanno fatto spesso pensare che questa sia sfruttamento di manodopera a costo zero: un addestramento ad accettare condizioni di lavoro ignobili, prive dei minimi requisiti di sicurezza, di retribuzione salariale, di diritti sindacali, di dignità lavorativa. Questo mentre il tempo dedicato alle discipline scolastiche, all'istruzione, viene drasticamente ridotto. Una promozione dell'ignoranza di massa più che un'arricchimento delle possibilità formative". Per questi motivi è stata promossa una mozione in Consiglio Comunale per l'istituzione di un osservatorio sull'applicazione della normativa a Pisa.

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