Cronaca

Daspo urbano: la 'mappa' con le zone in cui potrà essere applicato

La proposta, elaborata dalla Questura, dovrà ora essere approvata dal Consiglio Comunale. Tra le aree individuate non c'è piazza dei Cavalieri. Ecco che cos'è il provvedimento e come potrà essere applicato

L'asse pedonale, piazza Santa Caterina, piazza Carrara, piazza Sant'Antonio, l'area monumentale e l'area della stazione centrale. "Queste ultime due - spiega il sindaco Filippeschi - intese in senso allargato, cioè comprensive anche delle vie limitrofe e circostanti". Sono queste le aree individuate dal questore di Pisa, Alberto Francini, come possibili zone di applicazione del cosiddetto Daspo Urbano. La proposta è già stata presentata da sindaco e questore ai capigruppo e oggi pomeriggio, martedì 10 ottobre, è stata illustrata anche in Consiglio Comunale. Toccherà poi al Consiglio, nelle prossime settimane, approvare un emendamento aggiuntivo al regolamento comunale di Polizia urbana che consenta di rendere applicabile il provvedimento.

"Da questo punto di vista - afferma Filippeschi - ho chiesto una sorta di percorso accellerato. La proposta avanzata individua alcune aree particolarmente colpite dai fenomeni descritti nel decreto Minniti. Il criterio che abbiamo adottato è quello della 'selettività': abbiamo cioè scelto di testare il provvedimento in delle aree specifiche già oggi presidiate quotidianamente dalla forze dell'ordine. Estendere troppo le aree di applicazione del Daspo avrebbe infatti comportato come conseguenza quella di rendere i controlli meno frequenti, di fatto rendendo difficile l'applicazione dello stesso".

Più controlli in zona Duomo e una 'mappa' per il Daspo urbano

Dalla proposta del questore è rimasta fuori l'area di piazza dei Cavalieri. "Il Daspo urbano - spiega il comandante della Polizia Municipale, Michele Stefanelli - è difficilmente applicabile in zone molto affollate, questo perchè si basa su due criteri fondamentali: la recidiva e il riconoscimento del trasgressore". Il concetto è più o meno il seguente. Immaginiamo che il Daspo urbano venga applicato, così come previsto dal decreto Minniti, nei casi di ubriachezza: in queste situazioni al trasgressore può essere notificato un allontanamento dal luogo in cui è avvenuto l'illecito della durata di 48 ore (che in caso di reiterazione può arrivare fino a sei mesi). Ma cosa accadrebbe se il provvedimento venisse applicato 'rigidamente' in un normale serata di 'movida' in piazza dei Cavalieri? "In questi casi - spiega ancora Stefanelli - il provvedimento potrebbe avere una sorta di 'effetto boomerang' e ritorcersi contro le stesse forze dell'ordine. Per questo è difficilmente applicabile in zone molto frequentate".

Cos'è il Daspo urbano

Il decreto Minniti ha introdotto nuovi strumenti per garantire il decoro e la sicurezza delle città. Tra questi strumenti sono presenti misure volte all’allontanamento, al divieto di accesso e di stazionamento in determinate aree urbane di persone che pongono in essere determinate condotte (i cosidetti Daspo urbani). L'ordine di allontanamento dal 'luogo' può essere notificato nei seguenti casi di condotte illecite: impedire l’accessibilità e la fruizione del luogo stesso; trovarsi in stato di ubriachezza; compiere atti contrari alla pubblica decenza; esercitare il commercio abusivo; esercitare l’attività di parcheggiatore o guardiamacchine abusivo. L’ordine di allontanamento ha una durata di 48 ore che, in caso di reiterazione, può estendersi fino ai sei mesi. Se si tratta di persone condannate, con sentenza definitiva o confermata in appello negli ultimi 5 anni, per reati contro la persona o il patrimonio, il questore può estendere la durata del divieto di accesso da 6 mesi a 2 anni. Se durante questo periodo l'illecito viene nuovamente perpetrato è prevista una sanzione amministrativa che può arrivare fino a 40mila euro.

Il questore, in determinate situazioni, può anche disporre il divieto di accesso e di stazionamento nelle immediate vicinanze di scuole, plessi scolastici, sedi universitarie, locali pubblici o aperti al pubblico e pubblici esercizi, nei confronti delle persone condannate, con sentenza definitiva o confermata in grado di appello nel corso degli ultimi 3 anni, per la vendita o la cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope. Il divieto in questi casi non può essere inferiore ad 1 anno, né superiore a 5. Al divieto di accesso/stazionamento possono essere aggiunte altre misure restrittive come, ad esempio, il divieto di allontanarsi dal Comune di residenza o l'obbligo di presentarsialmeno due volte a settimana in Questura.

Ambiti di applicazione

Il Daspo urbano può essere immediatamente applicato alle aree interne e relative pertinenze di infrastrutture fisse e mobili come: ferrovie, aeroporti, porti, stazioni di trasporto pubblico locale, urbano ed extraurbano. La disciplina può però essere estesa anche ad altri 'particolari luoghi' individuati dai regolamenti di polizia urbana (quindi con delibera del Consiglio Comunale) tra le aree urbane su cui insistono: scuole, plessi scolastici, e siti universitari; musei; aree e parchi archeologici; complessi monumentali; altri istituti e luoghi della cultura; altri luoghi comunque interessati da consistenti flussi turistici; aree adibite a verde pubblico. La 'ratio' del provvedimento legislativo sembra quindi escludere la possibilità di individuare l’intero territorio comunale quale area per l’applicazione del Daspo urbano.

Le aree individuate dalla Questura

AREA STAZIONE CENTRALE
(Vie e piazze comprese all'interno del seguente perimetro)

Piazza della Stazione, via Pietro Mascagni, rotatoria dell'Ordine di San Sepolcro, via Silvio Pellico, largo Pardi Costituzione, piazza Sant'Antonio, via Giuseppe Mazzini, via Riccardo Zandonai, via Massimo D'Azeglio, da via Riccardo Zandonai a piazza Vittorio Emanuele II, Piazza Vittorio Emanuele II, via Benedetto Croce, da piazza Vittorio Emanuele II a via Gian Battista Queirolo, via Gian Battista Queirolo viale Francesco Bonaini, da via Gian Battista Queirolo a via Cristoforo Colombo, via Cristoforo Colombo , via Filippo Corridoni, da via Cristoforo Colombo a piazza della Stazione.Sono da considerarsi all'interno dell'area come sopra individuata anche la Galleria 
A e B di Viale Gramsci ed i loggiati presenti nella piazza della Stazione, viale Gramsci, piazza Vittorio Emanuele II, via Corridoni (da piazza della Stazione a via Giacomo Puccini)

AREA MONUMENTALE

Piazza Duomo, piazza Arcivescovado, piazza Manin, largo Cocco Griffi, via Cammeo, via Roma da piazza Duomo a via Salvi, via Santa Maria da piazza Arcivescovado a pizza Cavallotti, via Maffi da piazza del Duomo a vi San Ranierino

AREE DI PARCHEGGIO CON CONSISTENTI FLUSSI TURISTICI

Parcheggio piazza Santa Caterina, parcheggio piazza Carrara, parcheggio piazza Sant'Antonio

AREA URBANA CON CONSISTENTI FLUSSI TURISTICI

Corso Italia, piazza XX Settembre, ponte di Mezzo, piazza Garibaldi, Borgo Stretto, Via Guglielmo Oberdan
 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Daspo urbano: la 'mappa' con le zone in cui potrà essere applicato

PisaToday è in caricamento