Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Mare Monstrum, come cambia l'immigrazione in Italia

Un dibattito sul fenomeno migratorio

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Sbarchi, naufragi, imbarcazioni precarie col loro carico di profughi e richiedenti asilo: l’Italia sembra sempre più «assediata» da fenomeni migratori che appaiono «incontrollabili», e che suscitano l’inquietudine dei commentatori e dell’opinione pubblica.
In realtà, i dati non autorizzano alcuna «sindrome da invasione». Le statistiche più recenti, fornite dall’Ocse e dall’Istat, ci dicono – può sembrare un paradosso, ma è così – che l’immigrazione in Italia è in declino: gli arrivi diminuiscono, molti cittadini stranieri tornano ai loro paesi (o cercano fortuna in aree più ricche dell’Europa continentale), gli stessi italiani tornano ad essere emigranti come lo sono stati per secoli.

Nessuna «invasione», dunque. Assistiamo piuttosto alla crescita di un flusso specifico, quello dei richiedenti asilo e dei profughi: gli uomini e le donne che sbarcano sulle coste italiane non sono i classici «immigrati», ma persone che fuggono da guerre, conflitti, persecuzioni etniche e religiose. L’Italia avrebbe il dovere – secondo precise convenzioni internazionali – di garantire loro protezione e accoglienza.
Purtroppo, la politica nazionale sembra preoccupata di proteggere le frontiere più che le persone: la chiusura del programma «Mare Nostrum» ne è la dimostrazione più evidente. Il Mediterraneo, da spazio di incontro e di scambio tra diversi popoli e culture, sta diventando un muro invalicabile e un cimitero di naufraghi: il «Mare Nostrum» si trasforma in «Mare Monstrum».

Di questi temi si discuterà a Pisa Venerdì prossimo, 20 Febbraio, a partire dalle ore 21 nella sala della Chiesa Valdese in Via Derna 13.
L’iniziativa è promossa dalla stessa Chiesa Valdese e dall’Associazione Africa Insieme. L’occasione è l’anniversario del 17 Febbraio, giorno in cui – nel lontano 1848 – il re Carlo Alberto di Sardegna riconobbe i diritti civili e politici ai valdesi: da allora, le chiese valdesi e metodiste ricordano questa giornata parlando dei diritti di tutti, della libertà di coscienza e di espressione, del pluralismo religioso e della convivenza tra diverse culture. In questo percorso, la Chiesa Valdese di Pisa ha incontrato l’associazione Africa Insieme, che si occupa da decenni dei diritti dei migranti, dei profughi, dei rifugiati. Quest’anno, l’iniziativa ha ricevuto il patrocinio del Comune di Pisa.

L’incontro, aperto a tutti, vedrà la partecipazione di Marta Bernardini, esponente del progetto «Mediterranean Hope» promosso dalle Chiese Evangeliche; di Ali Daoud, giovane rifugiato residente a Pisa, attivista del Centro di Accoglienza Autogestito di Via Pietrasantina; e di Stefano Galieni, giornalista e caporedattore di «Corriere delle Migrazioni». Tutta la cittadinanza è invitata a partecipare.

 

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