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Marginalità grave e lavoro: 4 assunti con 'Papillon' nonostante il Covid

Il progetto della Sds ha coinvolto 83 persone su 222 candidati, in 45 hanno fatto i tirocini

Uno farà il magazziniere alla Byrsa, azienda della logistica con sede a Montacchiello. Un altro lavorerà come factotum in un ristorante, dopo aver svolto la stessa mansione (manutenzioni e giardinaggio) alla Residenza sanitaria assistita Remaggi di Navacchio. Poi c’è anche chi ha trovato lavoro come commesso in un supermercato Conad e chi si occuperà di manutenzione e cura dell’attrezzatura sportiva al Club Scherma Pisa. Tutti e quattro hanno cominciato con un tirocinio formativo e adesso hanno un posto di lavoro: alle spalle un vissuto di marginalità grave, davanti da ora in poi, qualcosa su cui investire per ripartire.

Nonostante Covid-19 e la crisi economica e sociale conseguenza della pandemia che ha investito anche il territorio pisano, sono già quattro i nuovi posti di lavoro creati grazie a 'Papillon', il progetto sostenuto dalla Regione Toscana con un finanziamento di 424.445 euro nell’ambito dei fondi europei POR-FSE e gestito dalla cooperativa Arnera, con la collaborazione della Società della Salute della Zona Pisana e delle cooperative Aforisma e Il Simbolo. L’obiettivo è di riavvicinare al mercato del lavoro chi non lo frequentava da tempo ed era scivolato in una condizione di grave marginalità.

"Persone svantaggiate" insomma, come recita il dettato legislativo. Sono stati 83 quelle che hanno preso parte a 'Papillon', iniziativa giunta a conclusione nelle settimane scorse, selezionate fra i 222 potenziali candidati, previo colloquio di valutazione socio-professionale e di orientamento. In 45 hanno svolto un tirocinio formativo di cinque mesi in aziende territorio con un’indennità mensile di 400 euro. Così per qualcuno si sono improvvisamente riaperte le porte del mondo del lavoro: ai quattro che sono stati assunti nelle imprese in cui hanno svolto il tirocinio, ne vanno aggiunti altri 10 a cui le aziende hanno deciso di prolungare il tirocinio e che, al termine, potrebbero tramutarsi in altrettanti posti di lavoro, al pari delle due promesse di assunzione, una in un negozio di abbigliamento e l’altra in uno di bici, per il momento sospese a causa dell’emergenza sanitaria in corso ma che potrebbero concretizzarsi appena i due punti vendita riprenderanno l’attività.

Praticamente una persona su tre (36%) fra i beneficiari che hanno effettuato il tirocinio ha avuto un’opportunità, nonostante le obiettive difficoltà dovute alla pandemia che hanno costretto la quasi totalità dei percorsi attivati ad almeno un’interruzione: "E’ una quota elevata, considerato la storia personale di ciascuna delle persone coinvolte e che sarebbe potuta essere anche maggiore - spiega il coordinatore di 'Papillon' Stefano Carboni - se si considera che vi sono anche diversi tirocini che, purtroppo, non hanno potuto svolgersi e altri che non si sono conclusi, in entrambe i casi a causa delle restrizioni imposte dalla pandemia".

Comunque un successo, se si considera che pure gli altri 38 partecipanti hanno potuto tornare a confrontarsi con il mondo del lavoro e acquisire esperienza e titoli spendibili sul mercato occupazionale: dalle certificazioni necessarie in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro e agli attestati Haccp per la sicurezza igienica degli alimenti, necessari per lavorare in qualunque esercizio di somministrazione pubblica.

Il tutto grazie alla partecipazione al progetto di 31 datori di lavoro: da imprese della logistica, come la Byrsa di Montacchiello e la Shipping di Ponsacco, ad agrarie e aziende agricole, quali la Verderame di Pisa e la Freschi di Pontasserchio e L’agriturismo La Serra di Crespina. E poi ristoranti (Bacchus a Coltano, Dea Partenope a Cascina, La Pergoletta a Pisa e Chef&Go a Ghezzano), negozi di abbigliamento (a Pisa i due punti vendita Tezenis di Corso Italia e Pisanova), pasticcerie (Salsedo a Vecchiano e 'E’ il momento' a Vicopisano), supermercati (i tre punti vendita Conad di Madonna dell’Acqua, Pisa 'La Torre' e Pontedera 'Belfiore'), negozi di bici (Newgoo di Vicopisano), parrucchieri (Possenti di Cascina), ludoteche (Baby Parking a Pisa e Staff del Divertimento di Fornacette), società sportive (Club scherma Pisa, Circolo scherma Navacchio e Asd Ghezzano), residenze per anziani (Remaggi di Navacchio e Cottolengo di Pisa), imprese turistiche (Edukom di Pisa) e realtà del terzo settore (Misericordia di Cascina, associazione Orti Etici, cooperative sociali Alzaia e Aforisma e circolo Arci L’Ortaccio di Vicopisano).

"A tutte loro voglio esprimere la gratitudine, a nome di tutta la SdS Pisana, per la collaborazione che ci hanno fornito unitamente alle realtà che hanno gestito il progetto – dice la Presidente Gianna Gambaccini - è un intervento pensato prima della pandemia e che è divenuto ancor più importante durante offrendo un’opportunità di riavvicinarsi al mercato del lavoro, e qualche volta pure di entravi, a persone in una situazione di grave marginalità e in un momento di grave crisi, non solo sanitaria, ma anche economica e sociale".

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