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Cronaca

Il nuovo Prefetto di Pisa si presenta: "Sicurezza è rispetto dei diritti di tutti"

Inizia il servizio in città ed in Provincia per Maria Luisa D'Alessandro, che vuole ora "pesare i fenomeni" noti, come la mala movida, per un "approccio basato sui dati"

Si è insediata a Palazzo Medici la nuova rappresentante del Governo a Pisa, il Prefetto Maria Luisa D'Alessandro. Classe 1961, sei figli, è moglie dell'ex Prefetto Gianlorenzo Fiore, che ricoprì lo stesso ruolo negli anni 1996-2000. Ha incontrato per i primi colloqui il sindaco Michele Conti ed i vertici delle Forze di Polizia, con già fissato per venerdì prossimo un Comitato per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica. Oggi, 10 novembre, ha incontrato la stampa per porgere i suoi saluti alla città, in attesa poi di avviare una serie di visite in Provincia. L'occasione è stata propizia anche per una prima delineazione delle linee d'azione nel governo del territorio. 

"La Prefettura ha spesso contatti più fra istituzioni che rapporti diretti con i cittadini - ha riconosciuto D'Alessandro - ma è importante che ci sia dialogo e che chi vive il territorio sia e si senta parte della comunità". Un richiamo all'unità che si sostanzia nei due temi principali che occupano la cronaca di tutti i giorni: sanità e sicurezza. Quest'ultima è un concetto esteso, in quanto "è il requisito principale di una società, che garantisce ad ognuno l'esercizio dei propri diritti". 

"Le competenze territoriali in materia di sanità sono molto cambiate in questi anni - analizza il Prefetto - la pandemia ci ha costretti, ed è stato anche stimolante, a considerare la sicurezza in termini di sicurezza sanitaria. E' stato difficile, per me a Sassari dove ero prima ma anche qua sono sicura, mantenere un trend di normalità nella gestione della situazione. E' servito tanto lavoro di sinergia con le istituzioni. Capita che ci siano interessi particolari, che ogni parte chieda di venir tutelata, ed è giusto che sia così, ma il nostro punto di arrivo dovrà sempre essere l'interesse collettivo".

Un approccio molto concreto è quello invece espresso sul tema della sicurezza in senso di ordine pubblico, cioè contrasto ai reati e, temi tradizionali, della mala movida e del degrado urbano. "Come prima cosa ho già chiesto alle Forze dell'Ordine il report degli interventi delle ultime due settimane, con un occhio particolare ai fine settimana. Il discorso in generale è complesso da affrontare, come istituzione dobbiamo bene pesare il fenomeno. Dai dati ufficiali di Questura, Carabinieri e Guardia di Finanza vedo che c'è sempre, anche la notte, personale in servizio. E gli interventi registrati non parlano di un centro storico abbandonato".

Il neo-Prefetto quindi distingue fra aspetti fisiologici e patologici, con la necessità e l'intenzione di approfondire la sua conoscenza del territorio: "Dobbiamo essere rigidissimi là dove accade il reato, il comportamento scorretto, ma senza dipingere come troppo pesanti situazioni che, seppure spiacevoli, non lo sono". "Uscirò la notte - prosegue - voglio vedere cosa accade, verificare gli aspetti che si possono sempre migliorare". Sulla movida studentesca ad esempio: "Dovremo confrontarci e scegliere come agire. Gli studenti hanno la loro vita, è impossibile chiedere loro di non vivere la città, ovviamente si devono evitare gli eccessi". Sullo spaccio: "Non capisco davvero chi ne fa uso, ma la droga viene assunta, diffusamente, da qualsiasi ceto sociale, e l'uso personale non è reato. Dobbiamo distinguere quando questo diventa un problema di sicurezza e ordine pubblico".

La linea d'azione è quindi quella improntata al confronto e all'agire sulla base dei dati, con l'invito alla coesione e al fare la propria parte: "La sicurezza non ha colore. Il sistema deve funzionare, così come ogni cittadino può dare il suo contributo. Occorre in questo senso un protagonismo positivo, un interessamento per la città, ognuno deve sentirla come fosse cosa propria".

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