Martedì, 22 Giugno 2021
Cronaca

Meningite e vaccini, fra diffidenza e necessità: il punto dell'infettivologia pisana

L'infezione conta in Regione 34 casi, 28 da meningococco C e 7 morti. La campagna di lotta alla malattia si alterna fra paura del contagio e diffidenza verso i vaccini. Il direttore di Malattie infettive dell'Aoup: "Utile e necessario vaccinarsi"

Esiste un 'caso Toscana' per la meningite meningococcica? Siamo di fronte a un'epidemia? Vaccinarsi può essere sufficiente per mettersi al riparo dai rischi ad essa connessi? L'Aoup raccoglie queste domande formulate da cittadini e giornalisti e fa il punto della situazione partendo dai dati.

L'azienda parla di "grave infezione" e conta che in Toscana "allo stato attuale ci sono 34 casi casi ufficiali, 28 causati dal meningococco di sierotipo C, 4 dal sierotipo B, 1 del ceppo W e 1 non noto e ben 7 decessi. Sebbene la campagna vaccinale messa in atto dalla Regione abbia registrato un'impennata di adesioni nelle ultime settimane, non è stato ancora raggiunto l’obiettivo prefissato dei  900mila vaccinati".

Presso la popolazione si riscontra un andamento altalentante della partecipazione: "Convivono due sentimenti antinomici: il timore della malattia e la diffidenza nei confronti del vaccino, che si alternano e prevalgono in relazione alla segnalazione di nuovi casi. Che fare oltre a quanto già intrapreso? Questo è l'interrogativo per epidemiologi, infettivologi, pediatri, medici di medicina generale".

A spiegare nel dettaglio la situazione attuale è il dott. Francesco Menichetti, direttore dell'Unità operativa di Malattie infettive dell’Aoup: "I casi verificatisi in Toscana fanno pensare a una importante diffusione del microrganismo nel territorio toscano, fenomeno che andrebbe quindi studiato con la ricerca dei colonizzati dal meningococco nel rinofaringe (cosiddetti portatori). E' necessario capire se la diffusione è circoscritta a determinate aree territoriali o gruppi di età e se sia dovuta al ceppo ST 11, particolarmente aggressivo e causa di setticemie ad elevata letalità. La mappatura dei portatori, nel caso identificasse aree territoriali circoscritte, potrebbe indurre a combinare alla strategia vaccinale anche quella della profilassi antibiotica".

"La cosiddetta 'immunità di gregge' - prosegue lo specialista - è evidentemente ad oggi insufficiente e l'adesione alla campagna vaccinale va implementata, proprio in concomitanza della stagione influenzale, che potrebbe favorire la diffusione del meningococco. La campagna vaccinale ha bisogno perciò di testimonial e di un uso massiccio dei media a tutti i livelli, per intercettare la popolazione target che va ben oltre l’età scolare ed arriva ai 45 anni"

francesco menichetti-2"Quello che bisogna far capire alla popolazione - conclude Menichetti - è che vaccinarsi è necessario ed utile a se stessi ed a tutta la comunità, inclusa quella familiare. Se oggi siamo in grado di sconfiggere malattie un tempo letali (poliomielite, morbillo etc.), è proprio grazie all'enorme passo avanti rappresentato dai vaccini che debbono tornare obbligatori per l'accesso dei bambini a scuola".

In questo contesto si apre la X° edizione del Corso avanzato di terapia antibiotica presso l'Hotel San Ranieri, dal 16 al 18 novembre. A Pisa si riuniranno quindi i massimi esperti del settore e si parlerà fra il resto della sfida della resistenza antimicrobica, oggi rappresentata dai bacilli gram-negativi resistenti agli antibiotici carbapenemici. Poi infezioni da Candida e da Clostridium difficile, che negli ospedali hanno assunto una dimensione endemo-epidemica, spesso compromettendo l'iter assistenziale dei degenti. Come tutti gli anni il congresso sarà aperto dal Focus su Hiv affrontando la sfida attuale rappresentata non solo dalla terapia antiretrovirale, ma anche dalle conseguenze dell’aging precoce, che espone i pazienti in terapia alle complicanze cardiovascolari, metaboliche e neoplastiche non direttamente correlate all'infezione da Hiv.

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