Toscana zona rossa, gli ambulanti: "Anche nei mercati sia consentita la vendita di beni essenziali"

Il presidente Fiva Confcommercio chiede che i beni in vendita nei negozi che possono rimanere aperti in base all'allegato 23 del decreto siano vendibili anche sui banchi dei mercati

Il presidente Fiva ConfcommercioPisa Palermo (foto d'archivio)

Zona Rossa, mercati aperti anche per chi svolge un'attività ritenuta essenziale e che per questo deve poter continuare a svolgere il proprio lavoro sui mercati. E' Franco Palermo, presidente della Fiva ConfcommercioPisa, a lanciare un appello a tutti i comuni della provincia, affinché con buonsenso ed equità sia consentito il legittimo esercizio anche ai generi non strettamente alimentari: “L'equiparazione tra un negozio e un banco al mercato che vendono la stessa merce è nei fatti e sfido qualcuno a sostenere il contrario - spiega il presidente degli ambulanti Palermo - l'allegato 23 dell'ultimo Dpcm lascia aperti in zona rossa negozi di diversi generi che lo stesso governo considera essenziali, una lista di trenta attività le più varie, dalla biancheria ai giocattoli, dai cosmetici alle ferramenta, dagli articoli per bambini ai fiorai. Ora, l'evidenza logica porta chiunque di noi a dire e il Governo questo non lo esclude esplicitamente, che quello che si può vendere all'interno di un negozio lo si può vendere anche in un mercato all'aperto, è ciò che è considerato essenziale tra quattro pareti lo è per forza anche al di fuori”.

“E' lo stesso Governo, d'altronde, in un punto dello stesso allegato a consentire il commercio al dettaglio ambulante tra le altre di fiori, profumi, cosmetici, saponi, detersivi, biancheria, confezioni, calzature per bambini e neonati, riconoscendo in modo inequivocabile l'essenzialità di questi prodotti e la facoltà di venderli da parte nostra - aggiunge Palermo - tanto più, e lo ripeto, che i mercati sono all'aperto e per questo sono i luoghi più sicuri in assoluto”.

“Di questo andazzo i mercati muoiono definitivamente e già troppe aziende stanno chiudendo, se pensiamo che sulle 2mila imprese ambulanti attualmente registrate, ne rischiano la chiusura almeno la metà, e un perdita di fatturato che supera ampiamente i 130 milioni di euro. A nome di tutte queste imprese, chiediamo pertanto a sindaci e assessori dei comuni di tutta la provincia di aprire i mercati alle attività essenziali, consentendoci di lavorare, come sempre, nel rispetto assoluto delle regole”.

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