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Immagine di archivio

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Mercatini in Galleria Gramsci: si o no? Polemica fra le associazioni di categoria

Confesercenti è contraria alla presenza dei banchi, mentre Confcommercio difende e rilancia l'iniziativa

Lo stesso scopo di riqualificazione della zona stazione, ma un'opposta visione su cosa fare. Botta e risposta fra Confesercenti e Confcommercio sui mercatini in Galleria Gramsci, iniziativa lanciata di fatto da quest'ultima oggi avversata dalla prima associazione. 

"Sono le attività commerciali presenti, e molto attive nonostante la situazione non semplice, il vero presidio della stazione ed in particolare di viale Gramsci. Incentiviamole con tariffe agevolate, ad esempio, per ampliare le loro occupazioni di suolo pubblico. Andando avanti poi spediti con il progetto di riqualificazione, riqualificazione che passa anche attraverso lo spostamento del mercatino". Questa è la posizione di Luigi Micheletti, presidente area pisana di Confesercenti Toscana Nord, che aggiunge: "Banchi che sicuramente non qualificano i loggiati, tanto che avevamo già espresso alla precedente amministrazione tutte le nostre perplessità al momento del loro insediamento".

"E' del tutto evidente - rileva Micheletti - che i loggiati non sono fatti per ospitare banchi, soprattutto se questi propongono prodotti senza alcuna tipicità. I mercatini devono essere il suggello ad un progetto di riqualificazione e non venire calati in una situazione di difficoltà come è stato fatto in viale Gramsci. Ovviamente lo spostamento del mercatino deve essere accompagnato da una pulizia innanzitutto degli arredi e soprattutto da una vigilanza costante. A quel punto potremmo coinvolgere le attività già presenti e che hanno la possibilità di occupazione di suolo pubblico, incentivandole ad ampliare i propri spazi esterni; tutto questo in attesa di un progetto complessivo di riqualificazione di tutto il viale". 

La risposta di Confcommercio non è tardata. Il direttore di Confcommercio provincia di Pisa Federico Pieragnoli è molto duro: "Non c'è limite alla spudoratezza, pensando alla clamorosa ipocrisia con la quale il presidente dell'altra associazione chiede lo spostamento del mercatino della stazione: proprio lui che rappresenta un'associazione che in tutti questi anni non ha contribuito in nulla a migliorare la situazione, limitandosi in modo sterile e improduttivo a condividere la politica degli annunci e le indecisioni della precedente amministrazione comunale, secondo una ottica di rappresentanza orientata ad assecondare chi in quel momento detiene il potere".

"Come non sorridere - insiste - del riferimento alla tipicità, quando Micheletti rappresenta un'associazione che tutti gli anni organizza il Mercato Europeo per promuovere nella città di Pisa l'ambra polacca e l'artigianato lituano, e nella terra del vino e dei prodotti enogastronomici, la birra tedesca e i wurstel austriaci. Sono anni che abbiamo risolutamente preso le distanze da quell'indecoroso mercatino delle pulci di via Oberdan organizzato proprio dall'associazione che rappresenta in qualità di presidente, e che per la gioia di tutti i commercianti di via Oberdan, Micheletti escluso, siamo riusciti a far spostare, mentre per restare al salotto buono della città, la sua associazione si ripresenterà adesso con l'inqualificabile tendopoli dei cosiddetti mercatini di Natale occupando l'asse principale del commercio pisano".

Conclude quindi Pieragnoli: "Per tutti questi motivi, e ce ne sarebbero molti altri, il pulpito dal quale Micheletti parla di riqualificazione non è per nulla credibile, considerando anche le proposte astruse del suo predecessore, oggi relegato sui banchi dell'opposizione, tipo mettere i cancelli per blindare l'accesso a piazza dei Cavalieri e altre simili amenità. Il rapporto di collaborazione del mercatino della stazione con i commercianti a posto fisso e con i residenti è molto buono, i gazebo sono tutti uguali e dello stesso colore, con una varietà merceologica che spazia dai libri storici alla bigiotteria artigianale, dalla didattica per bambini all'antiquariato e modernariato. Un toccasana per la stazione, che piaccia oppure no a Michelett".

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