Mercatini straordinari, Confesercenti: "Non devono dilagare, serve un regolamento"

L'associazione chiede all'amministrazione una definizione più stringente di cosa sia ammesso e che venga fatto rispettare, in accordo con le categorie

Chiarezza, con una normativa apposita. E' quanto chiede Confesercenti Toscana Nord all'amministrazione comunale di Pisa in merito ai mercatini straordinari che "negli ultimi tempi hanno invaso soprattutto il centro storico". L'associazione ha inviato una lettera al sindaco Conti, dopo un incontro avvenuto a Palazzo Gambacorti, al fine di giungere in tempi rapidi alla definizione di un regolamento possibilmente condiviso.

"Un argomento che da alcuni anni è all'attenzione da una parte degli operatori dei mercati tradizionali - spiega il responsabile area pisana Simone Romoli - dall'altra dagli operatori commerciali a posto fisso che li chiedono e, in alcuni casi, li contestano, ma anche dei cittadini che ne criticano la quantità e la qualità. A fronte di queste diverse istanze abbiamo la convinzione che non siano ancora chiari gli obiettivi che si vogliono raggiungere avendo da parte dell’amministrazione sposato, di volta in volta, la tesi di una o dell'altra componente. Sono anni che ci sforziamo, inascoltati, di far capire che queste iniziative, importanti si badi bene e spesse volte anche necessarie ed irrinunciabili nella vita quotidiana e caotica della città, non possono dilagare come nei fatti sta accadendo. Ormai qualcuno pensa che tutti abbiano il diritto di ottenerne l'autorizzazione senza mai, diciamo mai, controllarne la qualità dei contenuti merceologici magari accontentandosi solo di verificare che intorno al banco vi sia un drappo rosso 'pantone 98' come da vecchia determina comunale".

Secondo Confesercenti Toscana Nord non solo è necessario un regolamento che disciplini soprattutto tipologie merceologiche e di conseguenza qualità dei prodotti in vendita, ma anche un maggior coinvolgimento delle associazioni di categoria come garanti delle varie proposte di mercatini straordinari. "Ci vogliono controlli e di conseguenza un regolamento - conclude Romoli - non possiamo trasformare questi mercatini in occasioni, spesso, di duplicati di quelli settimanali. Con la conseguenza di penalizzare quelle attività che, più di altre, offrono prodotti irripetibili frutto del lavoro di artigiani di strada o prodotti dell'artigianato messi in commercio da operatori in regola con le norme regionali. Crediamo quindi sia necessario giungere a conclusione del tavolo aperto con l’amministrazione comunale, mettendo finalmente alcuni paletti su questa vicenda ed investendo nuovamente le associazioni di categoria del loro ruolo di garante".

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