Cronaca Bientina / Via del Monte Ovest

Bientina, troppi incidenti sulla 'Salita della conserva': gli abitanti chiedono sicurezza

Dopo l'ennesimo incidente mortale costato la vita ad un pensionato, i cittadini tornano a chiedere un intervento per diminuire la pericolosità di via del Monte Ovest. In passato erano già decedute due giovani donne

Un altro incidente mortale, il secondo in pochi mesi, in via del Monte Ovest a Bientina. Ieri sera un uomo di 78 anni, Danilo Biagiotti, ha perso la vita mentre percorreva la Strada Provinciale 25, nei pressi di quella maledetta 'Salita della conserva', come è chiamata nella zona, diventata tristemente famosa. Così i residenti della zona tornano a chiedere la messa in sicurezza della strada. "Nel 2006-2007 avevamo già avviato una raccolta di firme, poi, dopo un altro tragico incidente lo scorso ottobre, abbiamo promosso un'altra petizione che abbiamo portato personalmente a dicembre al sindaco Corrado Guidi - ci dice Michele Albanese, un residente di via del Monte - inoltre le firme raccolte sono state inviate per conoscenza anche alla Provincia di Pisa, che è proprietaria della strada". Ed è proprio questo uno dei cavilli che in qualche modo rallenta un possibile intervento. "Con il sindaco abbiamo avuto un colloquio costruttivo, è sempre sensibile alle problematiche, ma ci ha ribadito che non può fare molto, se non segnalare il problema alla Provincia di Pisa" afferma Albanese.

E così in effetti è stato fatto, come ci conferma il comandante della Polizia Municipale di Bientina Capitano Antonio Doveri. "A dicembre abbiamo contattato la Prefettura e la Polizia Stradale per richiedere un intervento, visto che ad esempio la decisione di installare un autovelox deve passare dall'Osservatorio provinciale per la sicurezza stradale, composto appunto, oltre che da Prefettura e Stradale, anche da Provincia, titolare della strada, e Comune - spiega Doveri - inoltre abbiamo anche contattato direttamente la Provincia, proponendo soluzioni per far fronte al problema". Tra queste l'abbassamento del limite di velocità da 70 a 50 km/h e l'installazione di un autovelox o di un dissuasore di velocità. "Sicuramente la conformazione della strada rende il tratto particolarmente pericoloso, vista la curva a gomito alla fine del rettilineo - precisa il comandante Doveri - inoltre contribuiscono ad aumentare il fattore di pericolo anche alcune condizioni ambientali come la pioggia o la nebbia, infine c'è naturalmente la velocità. Anche installare ad esempio guard-rail luminosi potrebbe essere risolutivo". Tutti elementi che potrebbero sicuramente rendere la via più sicura. Ma dal Comune hanno le mani, come si suol dire, legate. "Ciò che possiamo fare da parte nostra è aumentare la sorveglianza con l'utilizzo di pattuglie, questo compatibilmente alle nostre possibilità - evidenzia il comandante Antonio Doveri - ma a livello di infrastrutture, più che proporre alla Provincia, possiamo fare ben poco".

Dall'ente provinciale però una risposta in data 24 gennaio c'è stata. La Provincia infatti ha inviato al Comune una relazione tecnica, in cui viene rilevato come il tratto di strada "rientri come livello di sinistrosità nella media di livello di sinistrosità provinciale". Tuttavia l'ente si rende disponibile per un sopralluogo, ribadendo però che per l'autovelox è necessario il nullaosta dell'Osservatorio, mentre per quanto riguarda l'abbattimento del limite di velocità, viene considerato un intervento non necessario. Infine dal Servizio Viabilità della Provincia fanno sapere che non è possibile in quel tratto l'installazione di dossi artificiali ("possono essere messi in opera solo sulle strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residences, etc"), ma solo eventualmente di altri tipi di dissuasori, come quelli ottici e acustici.

Insomma qualcosa sembra che si stia smuovendo, quantomeno il problema è tenuto in considerazione dalle Istituzioni competenti ("Avrebbe dovuto esserci un incontro già la scorsa settimana" afferma infatti il comandante della Polizia Municipale). Purtroppo però i vari passaggi burocratici allungano, spesso troppo, la via di una risoluzione per una problematica così sentita.

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