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La Misericordia pisana su Rai3: i lati oscuri del 'No profit' nell'inchiesta di Report

La trasmissione televisiva 'Report' si è occupata del caso Misericordia, ricostruendo i passaggi della storia che hanno portato la Confraternita a un debito di 11 milioni di euro e al licenziamento di 39 dipendenti

Dopo il servizio sul degrado del patrimonio artistico cittadino, Pisa torna davanti alle telecamere di Rai 3 per un altro argomento molto spinoso che da anni rimpolpa la convinzione che anche nelle associazioni di Volontariato girino degli affari privati non molto chiari. Parliamo della Misericordia pisana, la Confraternita che ha fatto un buco di oltre 11 milioni di euro e che ha licenziato oltre la metà dei suoi dipendenti. Lunedì scorso la trasmissione 'Report', condotta da Milena Gabanelli, si è occupata del caso cercando di ricostruire l'intera vicenda con il giornalista Giuliano Marrucci.

Dopo essersi occupato di un caso analogo sulla Misericordia di Viareggio, Marrucci arriva a Pisa dove comincia a tessere il mosaico e capire come la Confraternita sia potuta sprofondare nella voragine di debiti. Il primo a fare un quadro generale è il consigliere comunale Ciccio Auletta (Una città in comune) che mostra la sede, simbolo dello sperpero finanziario della Misericordia: negli anni sono state utilizzate solo poche parti all'interno della mega struttura e di fatto i servizi non sono mai stati attivati. "La sede - spiega Auletta - è stata realizzata all'interno di una grande operazione immobiliare, sotto la guida di Antonini, uno dei più importanti costruttori della città. Le cifre dell'operazione si aggirano intorno ai 6 milioni di euro".

Marrucci continua il servizio spiegando che la Misericordia è stata guidata per quasi 15 anni da Flaminio Farnesi, che durante il mandato nominò direttore generale Dino Dringoli, un giovane e inesperto giornalista freelance (di una sconosciuta rivista locale edita dallo stesso Farnesi), indagato per peculato dalla magistratura già dallo scorso giugno. "Quando i problemi cominciano a venire a galla - prosegue Marrucci nella sua inchiesta -  la Misericordia cambia tre governatori in soli due anni, Dringoli viene licenziato e il Vescovo nomina un nuovo commissario a giugno 2012. Tra le mille polemiche viene nominato governatore il commercialista Luigi Marchetti, eletto da una commissione di cui fa parte anche Vincenzo Littara, che con Marchetti ha condiviso un passato nella Cassa di Risparmio di Pisa e di cui è stato secondo presidente. Adesso Marchetti è a capo del Credito cooperativo di Cascina, una delle banche più esposte nei confronti della Misericordia".

Intervistato dalle telecamere di Report, Marchetti dichiara di non aver mai provocato conflitti d'interesse tra la Misericordia e la Banca, pur essendo il commercialista del costruttore Antonini. Ovviamente la poca chiarezza dell'intera vicenda è causata dall'assenza totale di regole e di una commissione che vigili sui bilanci delle associazioni. E mentre continuano i puntini di sospensione sulle indagini, 39 dipendenti sono stati licenziati "senza neanche passare dal via" dice Milena Gabanelli terminando il servizio. I giornalisti non devono aggiungere altro, adesso tocca alla Magistratura.

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