Cronaca

Misericordia, Una città in comune-Prc: "Nel silenzio della giunta, partono 39 lettere di licenziamento"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PisaToday

Il buco di bilancio di oltre 11 milioni di euro, prodotto in questi anni da chi ha mal governato la Misericordia, ricade oggi su chi non ne ha la minima responsabilità: 39 dipendenti riceveranno a giorni le lettere di licenziamento, senza neppure la cassa integrazione in deroga, solo una indennità di disoccupazione con requisiti ridotti. Un trattamento che neanche Marchionne, nel suo furore anti-operaio, ha mai finora messo in pratica. Il Sindaco di Pisa e la sua giunta sono stati sostanzialmente a guardare, così come i partiti della maggioranza: la loro solidarietà si è rivelata di pura facciata. Non si sono mai impegnati affinché, in caso di licenziamento, i lavoratori fossero protetti da ammortizzatori sociali: hanno invece approvato convenzioni con l'ospedale senza le dovute clausole sociali. Non hanno mai chiesto chiarezza sul disastro dei conti della Misericordia, oggi al vaglio della guardia di finanza, e sulle relative responsabilità: hanno invece sempre incontrato i vertici della confraternita, dando credito a piani industriali che si sono rilevati illusori. Non hanno voluto applicare il nostro ordine del giorno, approvato in Consiglio Comunale lo scorso primo agosto, in cui si chiedeva la convocazione di un tavolo con la Società della Salute per riassorbire i lavoratori della Misericordia nell'ambito del trasporto sociale: hanno invece avallato, nei trasporti sociali e altri servizi, la sostituzione di personale competente della Confraternita con i volontari di altre associazioni. Per noi la questione non si chiude certamente qui. Incontreremo di nuovo, nei prossimi giorni, i lavoratori e le lavoratrici della Misericordia, per sostenerli in una lotta che non può e non deve fermarsi. Anche perché, in assenza di un serio piano di rilancio, tutti i posti di lavoro e tutti i servizi della Misericordia sono a rischio.

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