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Lunedì, 23 Maggio 2022
Cronaca

Emergenza Covid, crisi sociale e lavorativa: mobilitazione di Usb e Potere al popolo a Firenze

Venerdì 11 febbraio anche le delegazioni pisane si uniranno alla manifestazione indetta in piazza Duomo

"Dopo due anni di pandemia e scelte criminali di governo e regione chiamiamo lavoratori, cittadini, realtà politiche, sociali, sindacali a portare il proprio dissenso sotto la Regione Toscana": con queste parole l'Unione sindacale di Base chiama a raccolta per la mobilitazione che si terrà venerdì 11 febbraio, a partire dalle ore 10, a Firenze in piazza Duomo. La sezione di Pisa e il movimento politico Potere al popolo hanno aderito e invitano iscritti e simpatizzanti a prendere parte alla manifestazione. "Da una parte l’impossibile convivenza tra profitto e salute continua a dimostrare con i numeri dei contagi e delle vittime quanto le ricette del governo Draghi e Giani, per la Regione Toscana, siano state del tutto fallimentari, dall’altra lo sblocco dei licenziamenti, degli sfratti, l’aumento delle bollette e del costo della vita continuano a ridurre un pezzo consistente della popolazione in una condizione di assoluta impossibilità di una vita dignitosa".

Usb prosegue: "La Regione Toscana oggi ha più di 50 dossier tra crisi aziendali e tavoli di monitoraggio e oltre 11.800 dipendenti (più indotto) coinvolti, un aumento della povertà assoluta con dati superiori a quelli nazionali. Su queste basi ?121.000? persone in Toscana vivono sotto la soglia di povertà pari al 5,4% della popolazione (ben 55% dei poveri hanno meno di 35 anni), per non parlare dei lavoratori poveri". "Venerdì 11 febbraio, con il presidio sotto la Regione Toscana, insieme ai delegati, ai lavoratori di ogni settore, ai rappresentanti di settori sociali colpiti dalla crisi - si legge nel comunicato sindacale - intendiamo rappresentare quelle che sono le reali condizioni nei posti di lavoro e quelle di chi un lavoro non ce lo ha più, dopo lo sblocco dei licenziamenti che ha dato il via a un'ondata preoccupante di licenziamenti collettivi, che fa il paio con le centinaia di sfratti in arrivo, a causa del contemporaneo sblocco di questo strumento di allontanamento forzato di chi non ha più le risorse per pagare un affitto".

Potere al popolo aggiunge: "E' sempre più marcatamente evidente a livello nazionale, regionale e locale la oramai palese inadeguatezza della classe politica, che si sta dimostrando giorno dopo giorno totalmente succube alle logiche del profitto privato, invece che della salute collettiva e dei bisogni reali delle classi popolari. E' dimostrazione di tutto questo la totale subalternità alle tappe forzate che il Governo Draghi sta portando nel paese nell'unica ottica necessaria alla competitività dei privati a livello internazionale: a partire dallo sblocco dei licenziamenti, proseguendo con quello degli sfratti e attraverso le controriforme imposte dalle condizionalità del PNRR si sta consumando giorno dopo giorno l’attacco pesantissimo ai diritti e ai bisogni della collettività, portato dalla Confindustria, con la complice connivenza dei sindacati CGIL-CISL-UIL".

"I licenziamenti, il sistema degli appalti, gli sfratti, la precarizzazione massiccia del lavoro pubblico sono tutti prodotti dalla stessa logica che mette al centro l'interesse dei privati e del profitto - continua la nota del movimento politico - i cui effetti drammatici in termini di povertà e disoccupazione nella nostra Regione sono ben rappresentati nell’appello lanciato dall'Unione Sindacale di Base. E' quindi più che mai necessario sostenere oggi l'unificazione delle lotte del mondo del lavoro, portandole sotto il palazzo del governo regionale esigendo risposte dalla giunta Giani, essendo consapevoli di quanto a tutto questo sia necessario accompagnare l'esigenza di un modello di società alternativa, che metta al centro politiche pubbliche per la collettività a partire dal blocco delle esternalizzazioni, l'imposizione di un salario minimo a 10 euro l'ora, forti investimenti nella sanità pubblica con assunzioni stabili, investimenti nell'edilizia residenziale pubblica, ripubblicizzazione degli asset strategici e la fine delle politiche di precarizzazione del lavoro e dei licenziamenti".

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