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Giovedì, 7 Luglio 2022
Cronaca

Moduli prefabbricati per più spazi: l'Osservatorio Scuole Pisa chiede risposte

Il gruppo pone diverse questioni logistiche e chiede maggiore partecipazione e trasparenza nelle decisioni istituzionali

L'Osservatorio Scuole Pisa interviene sulle prossime possibili misure messe in atto dalle istituzioni locali per rispondere alla ormai cronica mancanza di spazi scolastici, aggravata dalla pandemia. Non piace il metodo con cui la valutazione sta venendo portata avanti. "Dopo il bando scritto in fretta e furia all'indomani dell’apertura dell'anno scolastico per reperire strutture - scrive in una nota il gruppo - che si sono poi rivelate inutilizzabili, adesso è la volta dei moduli prefabbricati. Di tutto questo veniamo informati dalla stampa, così come di un tavolo scolastico (da noi richiesto) previsto per il 22 febbraio, a cui ci auguriamo di poter essere invitati, nonostante una nostra pec del 25 gennaio in cui chiedevamo un incontro preventivo con il dirigente provinciale all’Edilizia e Programmazione Scolastica Vincenzo Simeoni per discutere di quanto concordato all'ultimo tavolo (di dicembre ndr) e a cui ancora non abbiamo ricevuto risposta".

"Scopriamo - è l'aggiornamento dell'Osservatorio - che la Provincia ha di recente incontrato i 3 dirigenti scolastici degli istituti maggiormente coinvolti dal problema (Buonarroti, Carducci e Dini) proponendo agli ultimi due la realizzazione di alcuni moduli prefabbricati da installare nei pressi delle strutture esistenti. Moduli che, ricordiamo, secondo quanto affermato dagli stessi dirigenti della Provincia al tavolo del dicembre scorso, hanno un costo di 92mila euro ciascuno e necessitano di 476 giorni dal momento dell'ordine. Una proposta che il presidente Angori ha chiesto ai due Consigli di Istituto di valutare e votare in tempi ultra rapidi, dal momento che venerdì prossimo si incontrerà con la Soprintendenza per richiedere la fattibilità del progetto".

"Come Osservatorio non siamo neppure contrari ai moduli prefabbricati a prescindere - prosegue - semplicemente non abbiamo dati per poterli valutare. Sono costruiti con materiali a scadenza? Ovvero, che durata hanno? Sono smontabili e rimontabili in altro luogo così da poter provvedere alle esigenze di altre scuole che dovessero trovarsi in difficoltà nei prossimi anni o magari per sopperire alle esigenze dell'intero Concetto Marchesi che prima o poi andrà ricostruito? C’è un progetto a lungo termine per cui questi moduli sono davvero da considerarsi temporanei e una volta esaurito il loro scopo verranno messi da parte? È necessaria la climatizzazione continua, soprattutto con l’arrivo del caldo, e dunque esiste l’impossibilità di tenere aperte le finestre, cosa che con il Covid non va propriamente d’accordo?".

I dubbi riguardano anche altre soluzioni concrete: "Al Carducci i moduli verrebbero messi al posto dell’area fitness recentemente creata, subito sotto le mura? E al Dini andrebbero dentro al cortile, negando così lo spazio di aggregazione e di assemblea degli studenti e delle studentesse? E perché non si è pensato di metterli nella più ampia e abbandonata sede dell’Iti dove già il Carducci ha una sede distaccata? Come mai non sono ancora iniziati i lavori alle Perodi che l’assessore Munno aveva promesso di fare a gennaio? E infine, se davvero i tempi di realizzazione sono di ben oltre un anno, quali sono le soluzioni emergenziali previste per il prossimo anno scolastico? Settembre si avvicina".

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