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Muore il professor Pinchera: "Una gravissima perdita per la città"

Messaggi di cordiglio dal sindaco Filippeschi e da tutta l'amministrazione comunale per la morte improvvisa del profesor Aldo Pinchera, un luminare dell'endocrinologia pisana

Aldo Pinchera

Dopo l'improvvisa morte del professor Aldo Pinchera sono arrivate le prime parole di cordoglio da parte del sindaco Marco Filippeschi, che ha ricordato la grande personalità dell'illustre endocrinologo pisano, riconosciuto come uno dei massimi esperti mondiali nello studio e nella cura delle malattie della tiroide, scomparso la notte scorsa all’età di 78 anni.  

"Il professor Aldo Pinchera ci ha lasciato: è una gravissima perdita per la città e a me mancherà tanto una persona divenuta amica e un vero punto di riferimento per il mio impegno. È stato uno dei medici italiani più conosciuti ed apprezzati, nel nostro paese e nel mondo. Uno scienziato di levatura internazionale e una grande personalità - ha proseguito il primo cittadino - al suo nome resterà sempre legata l’eccellenza assoluta raggiunta dall’endocrinologia pisana, caratterizzata da ricerca di altissimo livello e da eccezionali risultati nella cura dei pazienti, vero e proprio punto di riferimento oltre ogni confine".

"Alla levatura scientifica del professor Pinchera corrispondeva una cultura raffinatissima, fatta d’interessi molteplici e una straordinaria carica umana, fatta di attenzione e sincero interesse per le persone che hanno avuto la fortuna di incontrarlo. Da grande maestro qual è stato, ha avuto la capacità di trasmettere l’entusiasmo e la passione che metteva nei progetti che promuoveva, che, il più delle volte nascevano dalle sue idee, dalla sua competenza e dalla sua curiosità intellettuale, dalla sua capacità di immaginare la medicina come un progetto al servizio dell’umanità".

"La città di Pisa - ha concluso il sindaco - è grata che Aldo Pinchera si sia riconosciuto  tra i suoi cittadini, in piena appartenenza alla vicenda civica e culturale della nostra comunità, e saprà ricordarlo come è dovuto a una persona che ha dedicato l’intera propria vita, fino all’ultimo attimo e con indomabile energia, alla scienza e alla cura delle persone. Alla famiglia va il nostro pensiero affettuoso e l’abbraccio che sappiamo essere condiviso e sentito da tutta la città".

 

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