Morto in bici travolto da un'auto: corteo sulla strada della tragedia

Spazi sociali, comunità senegalese, collettivi femministi, ambientalisti, tutti insieme per chiedere giustizia per il giovane Abdulkarim

Presidio venerdì per Abdulkarim Souware, il 22enne senegalese, ospite nel centro di accoglienza Cottolengo, investito e ucciso da un'auto a Pontasserchio, intorno alle 22 di mercoledì 12 febbraio, mentre era in bici per tornare al centro.
Un momento difficile ed emozionante, in cui erano presenti tante realtà: spazi sociali, la comunità senegalese, collettivi femministi, ambientalisti, per la mobilità sostenibile e Fridays for future Pisa.

"Nel chiedere giustizia per Abdulkarim, abbiamo provato a mettere insieme alcuni elementi che legano questa disgrazia di ghettizzazione sociale alle tante vulnerabilità che attraversano la nostra società - sottolineano gli organizzatori del presidio - la strada, le forme di vita in continuo movimento, sono gli spazi fisici e personali in cui il peso delle diseguaglianze può portare alla morte. È la storia delle donne che escono per strada la sera; dei ragazzi dei centri di accoglienza situati in posti sperduti, che di ritorno dal lavoro, a piedi o in bicicletta, attraversano lunghe strade senza illuminazione; i rider in bicicletta senza tutele; tutti coloro che devono muoversi in bici perché è un mezzo economico".

"Alla fine del presidio, abbiamo ripercorso, in una grandissima critical mass, la strada che Abdulkarim faceva ogni giorno, soprattutto di notte, dal centro di Pisa fino al Cottolengo - proseguono - totale assenza di luci, segnaletica e di corsie apposite, senza mezzi pubblici con orari notturni. Abbiamo bloccato la viabilità fino a fermarci nel punto esatto dove è successo quanto abbiamo voluto raccontare: visibilità nulla, macchine che sfrecciano. Non è stato un incidente ma l'ennesimo caso di violenza sociale".

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"Chiediamo che quel tratto di strada venga messo in sicurezza. I Comuni di Pisa e San Giuliano non possono ignorare la faccenda, continuando ad essere complici di una situazione insostenibile - concludono dal presidio - torneremo a farci sentire. È una promessa. Torneremo a bloccare quella strada terribile finché le cose non cambieranno".

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