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Moschea, Diritti in comune: "Ora avanti senza ulteriori alibi e ritardi"

Soddisfazione espressa dal gruppo consiliare di Ciccio Auletta e dalle 'Sardine' di Pisa per i passi avanti verso la costruzione dell'edificio di culto a Porta a Lucca

La questione Moschea, che sembra arrivata alla conclusione con il mancato ricorso al Consiglio di Stato e il parere positivo della Soprintendenza annunciato, dopo accesso agli atti, dai consiglieri comunali del Pd Vladimiro Basta e Olivia Picchi, fa esultare la coalizione di Diritti in comune che proprio la scorsa settimana, grazie ad un questione time presentato in Consiglio comunale, ha portato il sindaco a annunciare che l'amministrazione comunale non aveva presentato ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar della Toscana.

"C'è voluto un nostro question time in Consiglio comunale per smascherare, ancora una volta, il sindaco e la Giunta: il Comune di Pisa ha dovuto rinunciare a ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del TAR che annullava tutti gli atti riguardanti la costruzione di un centro culturale e di un luogo di culto per la comunità islamica, atti inseriti strumentalmente all’interno della variante sulla riqualificazione dell’Arena Garibaldi - affermano da Diritti in comune - la rinuncia era inevitabile dopo che il Ministero dei beni culturali aveva ritirato il suo ricorso. Alla fine, infatti, nonostante i ripetuti annunci barricaderi, la Giunta Conti non ha mai presentato un proprio ricorso autonomo al Consiglio di Stato, ma si è appoggiata a quello ministeriale. La maggioranza avrebbe voluto nascondere questa sconfitta sonora, ennesima e senza appello. Una volta scoperto, invece, il sindaco Conti ha dichiarato che 'non andare dinanzi al Consiglio di Stato non significa, automaticamente, dare il via libera alla moschea'. Queste dichiarazioni suonano vuote e strumentali, specialmente ora che la Soprintendenza ha dato via libera al nuovo progetto del centro culturale, attestando che sono state recepite le prescrizioni richieste".

"Il sindaco vorrebbe far dimenticare le proprie responsabilità, affermando che la contrarietà della sua Giunta al progetto 'si basa su motivazioni tecniche e urbanistiche'. Peccato che la realtà sia del tutto diversa: la variante stadio è stata utilizzata dall’amministrazione a guida leghista per mascherare le proprie posizioni islamofobe e impedire la realizzazione della moschea, destinando inutilmente a parcheggi l’area di via Chiarugi. Questa tattica si è scontrata con la Costituzione italiana, che garantisce la libertà di culto e non tollera discriminazioni su base religiosa - proseguono da Diritti in comune - l’apertura di un centro di cultura e di un luogo di culto per la comunità islamica costituisce un elemento di forza e ricchezza per la nostra città: una città che riconosce il pluralismo e tutela la pari dignità sociale di tutte e tutti come elemento di sicurezza collettiva. Anche per questo chiediamo che il Comune proceda senza ulteriori alibi e ritardi al rilascio del permesso a costruire. In questi due anni e mezzo, la giunta ha sperperato per la propria propaga razzista i soldi dei cittadini e delle cittadine, attivando consulenze esterne e tenendo bloccati gli uffici. Per evitare che questo si ripeta, vigiliamo sull’iter amministrativo: abbiamo già chiesto di affrontare urgentemente la questione in Commissione consiliare".

Soddisfazione espressa anche dalle 'Sardine' pisane. "La moschea si farà. Come è giusto e normale che sia. È l'ennesima sconfitta politica della Lega pisana, e non solo, che ha finalmente sancito la fine di una parabola discendente davvero di cattivo gusto, costantemente ispirata alla divisione - si legge in una nota di 6000 Sardine a Pisa - la battaglia era già vinta dall'inizio: la strada è stata resa 'solo' più irta.  È ammirevole e lodevole, e assolutamente esemplare, la lotta che è stata portata avanti. Ci riferiamo alle numerose realtà locali, come la Comunità Islamica in primis, ma pensiamo al Comitato Sì alla Libertà di culto, alle figure di altre fedi religiose, a tutta quella cittadinanza che ha fatto resistenza. La Lega è stata vinta anche sul piano giudiziario, prima con una formidabile sentenza del TAR e poi con il ritiro del ricorso al Consiglio di Stato da parte del MIBACT".

"Vogliamo che la lotta della comunità islamica pisana abbia risonanza in tutta Italia, poiché ha finalmente portato in città ciò di cui si sente tanto bisogno: un messaggio di pace, di fratellanza e di speranza; questa storia ha reso la moschea  simbolo di integrazione e di vera sicurezza per tutte le donne e gli uomini del quartiere Porta a Lucca e non solo. La cittadinanza è stata sensibilizzata, e questa è un'altra importante vittoria. La città non si dimenticherà dell'uso improprio fatto delle tasse dei cittadini, per finanziare e sostenere la battaglia manifesto della triste campagna elettorale di Susanna Ceccardi. Anche questa volta l'odio ha perso".

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