Cronaca

Moschea: firmata la convenzione, si aspetta il permesso a costruire dagli uffici

Iter di fatto concluso. E' quanto emerso nel Consiglio Comunale di Pisa dello scorso 8 giugno

E' ormai giunto a conclusione il lungo iter per la costruzione della moschea a Pisa. Nel Consiglio Comunale di ieri, 8 giugno, il sindaco di Pisa Michele Conti ha risposto a due interpellanze, promosse da Olivia Picchi (Pd) e Francesco Auletta (Diritti in Comune) circa lo stato delle pratiche. Ad aprile il primo cittadino parlava del permesso come di un "atto dovuto", ribadendo comunque la sua contrarietà all'opera nella localizzazione prevista, fra via Chiarugi e il piazzale Martin Luther King. 

"La sentenza del Tar - ha ripercorso Conti - ha determinato l'annullamento in parte della delibera cosiddetta 'Variante Stadio'. Gli atti della variante sono stati oggetto di specifica precisazione prima della pubblicazione all'albo del bollettino ufficiale della Regione Toscana. A partire dal 9 luglio 2020 sono stati pertanto avviati, su iniziativa della Direzione Urbanistica ed Edilizia Privata, i necessari accordi con la Soprintendenza per la ripresa dell'iter istruttorio. Il parere reso dalla Soprintendenza ha determinato la revisione del progetto presentato con l'allontanamento dell'edificio dalla strada statale 12 del Brennero e la rotazione dello stesso. Le prescrizioni impartite sono state recepite dall'associazione culturale islamica con la presentazione di nuova soluzione progettuale". 

Quindi il punto: "Lo schema di convenzione e gli elaborati di progetto relativi alle opere pubbliche, parcheggio e pista ciclabile, sono stati approvati dalla Giunta comunale nello scorso mese di aprile. La convenzione è stata sottoscritta in data 21 maggio ed è stata trasmessa alla Direzione Urbanistica ed Edilizia Privata. E' in corso di predisposizione il permesso a costruire". "I tempi - ha aggiunto l'assessore Dringoli - purtroppo non sono eccezionalmente lunghi, son tempi lunghi per tutte le pratiche". Tempi in sostanza fisiologici, per un permesso non più in dubbio. 

Non è mancato il punto politico delle minoranze promotrici degli atti ispettivi. La consigliera Pd Olivia Picchi, nella replica, si è rivolta alla maggioranza: "Una settimana fa parlavate di, prendendo in giro ovviamente, 'dialogo' con la comunità islamica, 'disponibili a trovare un'altra collocazione', come se si fosse ad un anno e mezzo fa, lasciando perdere le catene, le manifestazioni, il 'dovevano passare sul vostro cadavere'. Oggi il sindaco, contrito, ci deve dire che l'ufficio sta facendo il suo lavoro. Finalmente si dice di fronte alla città che c'è un iter che va a conclusione". La Picchi ha insistito: "Per sapere quello che sarebbe normale ci sono volute interpellanze, question time... perché c'è sempre da salvare la faccia della città e dimostrarci quello che ha detto il Tar: c'è una città discriminatoria che cerca di impedire in tutti i modi la costruzione di un centro di culto". E concluso: "E' due anni che ostacolate questo progetto. Il Tar ve lo ha detto bene su quali motivi. Oggi finalmente vince la legge, vince la democrazia, vincono i diritti, perché fortunatamente è così, in Italia. Altro che buoni o cattivi, ma un po' di onesta, anche verso voi stessi". 

"La convenzione era già stata siglata nel momento in cui, la settimana scorsa, il sindaco Conti ribadiva la sua contrarietà alla moschea a Porta Lucca: una contrarietà ribadita in occasione dell’approvazione delle modifiche al programma di mandato. La Lega e il sindaco Conti continuano nel tentativo di nascondere una sconfitta storica: la loro campagna elettorale del 2018 è stata incentrata sul no alla moschea senza se e senza ma e perfino dopo la sentenza del Tar hanno annunciato azioni eclatanti per impedirne la costruzione. Siamo quindi davanti ad una vittoria importante che mette un freno alle politiche discriminatorie e razziste che la destra porta avanti in città fomentando l'odio per le diversità. Dopo aver tentato ripetutamente, usando come copertura anche la variante stadio, di impedire l’esercizio di un diritto fondamentale ci può essere un unico esito corretto: Conti, Dringoli e la giunta devono dimettersi" è il commento di Francesco Auletta, di Diritti in Comune. 

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