Motorizzazione, servizi con il contagocce a Ospedaletto: il Comitato chiede una soluzione

Il Comitato in difesa della Motorizzazione denuncia la situazione presente nella struttura provvisoria di Ospedaletto e chiede una sede in cui possano essere svolte tutte le attività dell'ente

Un nuovo incontro del Comitato per la difesa della Motorizzazione di Pisa, promosso da Cna, per fare un bilancio dei primi giorni di apertura del nuovo sportello provvisorio a Ospedaletto, dopo la chiusura della sede di San Martino Ulmiano.

“Doveroso il ringraziamento al Comune di Pisa che si è adoperato per dare una sede provvisoria agli Uffici della Motorizzazione - sottolineano dal Comitato - peraltro con una ubicazione, Ospedaletto, da noi già indicata come ottimale per molti motivi". Il Comitato dunque spinge per trovare una sede proprio nell'area industriale pisana dove sia possibile svolgere l'intera attività, quindi non solo le pratiche ma anche gli esami. Il Comitato ha appreso con interesse e soddisfazione le notizie riportate in questa direzione dal vicesindaco di Pisa Raffaella Bonsangue e appreso con favore anche l’interessamento dei consiglieri regionali Irene Galletti (M5S) e Andrea Pieroni (Pd), ma la situazione al momento non è delle migliori viste le forti limitazioni della struttura di Ospedaletto.

"L’ufficio di Pisa è in pratica uno sportello dove vengono svolte solo poche limitate operazioni di ricezione delle domande e fornite informazioni all’utenza. E’ positivo solo il fatto che gli Uffici della Motorizzazione Civile di Pisa abbiano mantenuto una autonomia almeno formale, ma di fatto è svuotato dei contenuti principali - evidenziano dal Comitato - sul territorio pisano non verranno più svolti servizi essenziali come esami e revisioni patenti, revisioni veicoli leggeri e pesanti. se non presso officine private. Inoltre anche le numerose e diversificate pratiche automobilistiche, come immatricolazioni, revisioni, collaudi, registrazioni, pratiche Albo, patenti nautiche ed altro ancora, non sono più svolte a Pisa bensì a Lucca. Ci sono incertezze anche su quando e chi potrà svolgere i collaudi tanto per fare un esempio. Anche questo è un disagio per operatori professionali, imprese e per i cittadini".

La politica in difesa della Motorizzazione a Pisa

"Già in occasione della scorsa uscita pubblica del nostro Comitato - proseguono - avevamo chiesto espressamente che fosse mantenuta almeno una sede amministrativa dove fosse possibile svolgere le operazioni fondamentali e il lavoro degli uffici. Infatti avevamo affermato che una sede seppure provvisoria e limitata dovesse avere almeno aule per esami, piazzali all’aperto per prove pratiche e spazi coperti per le piattaforme tecniche adibite alle revisioni sia per mezzi pesanti camion e bus, che per vetture e simili e ai collaudi. È rimasto solo uno sportello, senza gli uffici cioè senza addetti, tutti trasferiti a Lucca. I servizi sono stati dispersi anche nelle sedi di Massa e Livorno, in pratica a Pisa non viene svolta alcuna attività diretta, con quello che ne consegue per logistica, tempi e incertezze".
Una soluzione dunque non accettabile tanto più che, sottolineano dal Comitato, "anche sull'ipotesi su cui ora il Ministero sta lavorando non è chiaro se almeno gli uffici e gli addetti potranno essere tutti di nuovo raccolti nella nuova sede. Nuova sede che comunque di sicuro non potrà essere idonea per lo svolgimento delle funzioni tecniche relative alle prove pratiche degli esami di guida, né alle operazioni di revisione e collaudo che hanno bisogno di spazi all’aperto e di officine attrezzate. Questi sono funzioni e servizi fondamentali che devono trovare una soluzione stabile che ad oggi non è nemmeno ipotizzata".

L'ideale per il Comitato è dunque trovare una struttura in cui possa essere svolta l'intera attività della Motorizzazione
"Ospedaletto in questo senso può essere una ubicazione ottimale per accessibilità e potenzialità - concludono dal Comitato - il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti deve subito impegnarsi formalmente per questa soluzione, incredibilmente omessa per troppi anni. Solo in questo caso i disagi ed i disservizi già oggi pesanti potranno essere sopportati. Un territorio come Pisa non può essere assoggettato ad una diaspora di addetti, funzioni e servizi come quella che sta subendo ora. Ben vengano altri interessamenti e collaborazioni da altri enti ed istituzioni oltre al Comune, la Regione per tamponare i disagi, ma deve essere chiaro che la soluzione deve arrivare dal Ministero".

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