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Cronaca Centro Storico

Movida, lo sfogo di Andrea Buscemi: "Pisa in mano agli sbandati"

L'ex assessore attraverso un post sul suo profilo Facebook racconta l'esperienza vissuta per rientrare a casa di notte

E' un fiume in piena Andrea Buscemi, che affida alla penna virtuale della propria pagina Facebook uno sfogo pesante e carico di tristezza: l'ex assessore e attore teatrale sottolinea la condizione totalmente sregolata della movida nel centro storico della città. Buscemi, rientrato nella nottata tra sabato 8 e domenica 9 gennaio nella sua abitazione, racconta il tragitto percorso in auto tra i vicoli del cuore di Pisa: "La città storica è in totale balia degli idioti. La casa è in centro. Nel giro di un quarto d'ora: cinque ragazzotti (due maschi, mentre tre femmine assistevano ammirate), davanti a me ancora in macchina, hanno divelto senza alcun motivo un lampioncino della trattoria sotto casa, distruggendolo, poi hanno cominciato a sradicare le piante ornamentali dai vasi, mettendoci anche dell'impegno. Gesti senza senso, bravate da teppistelli annoiati: in piena luce, e davanti ad altri coetanei inermi".

Lo sfogo di Buscemi prosegue: "Tre minuti dopo vado per parcheggiare ai Bagni di Nerone. Mentre procedo a passo d'uomo nella piazza, un altro giovane sferra un fragoroso pugno alla mia auto (forse si era infastidito del mio passaggio, oppure voleva fare il gradasso davanti a una ragazza). Mi sono fermato, e ho fatto la mia: il ragazzo ha cominciato a menare forte contro la carrozzeria, intimandomi di scendere. Figurati. Sono restato chiuso bene dentro, e ho preso il largo lasciandolo lì a sbraitare non so che cosa". "Una scena da Bronx, con l'aggravante di essersi consumata davanti alle antiche vestigia delle terme romane - è l'amaro commento di Buscemi - salgo a casa, e dalla finestra assisto a tre giovani ubriachi che letteralmente rovinano sulle piante ornamentali di un altro bar. Si alzano a fatica, e uno di loro si mette a vomitare. Mentre scrivo queste note in casa, adesso da sotto arrivano urla belluine e insensate, risate isteriche, bestemmie, rutti, canti stonati e musicaccia sparata dalle casse di auto che sgommano manco fossero guidate da 007".

"Non voglio affrontare lo spinoso tema della crisi socio-culturale che attanaglia i giovani (e di conseguenza i meno giovani) - è la riflessione dell'ex assessore - del loro vuoto cosmico (che non è di tutti, per carità, ma certamente della maggior parte) comincio francamente a disinteressarmi: colpa della tv becera anzitutto, della scuola, delle loro famiglie cresciute anche loro senza leggere libri né andare a teatro, di loro stessi, di un consumismo che li ha confezionati ciechi e sordi. Troppe ce ne sarebbe da dire. Mi limito a considerare il degrado assoluto che attanaglia la città, per la maggior parte in mano a giovani zombie vinti dall'alcol e dalle droghe. Se questo è il prezzo che una città così bella e dalla grande storia deve pagare per fregiarsi di essere universitaria, ormai credo che sia troppo alto, e mortificante. Un'offesa all'intelligenza e al buon gusto. Una vergogna inaccettabile per un popolo civile. Un disastro sociale e culturale senza precedenti, camuffato da svago innocente e innocua e meritata movida da fine settimana".

E poi l'amara conclusione: "Il tempo di essere comprensivi verso i giovani che, poverini, si comportano così solo perché, appunto, sono giovani dovrebbe essere finito: il medico pietoso ha fatto la piaga puzzolente da un bel po' (non parliamo del tanto raccomandato uso di mascherine: stasera non ne ho vista una). E' tutto molto complicato ormai, ma chi di dovere intervenga, perché indubitabilmente siamo tornati a tutti gli effetti all'era dei barbari".

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