Movida: "Così non va, cosa accadrà dopo il 21 giugno?"

Confesercenti sollecita un incontro con il prefetto per fare il punto sulla situazione della movida e sull'ordinanza prossima alla scadenza

Chiedono un incontro al prefetto da Confesercenti. Il tema, caldo come non mai, è ancora quello della movida dopo l'ordinanza del sindaco che ha esteso l'orario di chiusura dei locali, tenendo comunque come punto fermo il no alle bevande da asporto dopo le 19.
Ma ciò che succede nelle serate del weekend non soddisfa l'associazione di categoria.

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“Anche nel fine settimana appena trascorso, purtroppo, le cose non sono andate bene. Mentre i vigili urbani controllavano che i locali di piazza delle Vettovaglie riponessero i propri tavoli nei termini fissati dall’ordinanza, a pochi metri in piazza dei Cavalieri era il solito caos. La settimana prossima sarà l’ultimo fine settimana con le attuali regole e vogliamo capire cosa succederà da quello successivo - afferma Massimo Rutinelli, presidente del sindacato pubblici esercizi Fiepet Confesercenti - nella riunione del comitato dell’ordine pubblico il prefetto aveva assicurato non solo una particolare attenzione anche all’aspetto economico dell’ordinanza, ma un nuovo incontro con i soggetti coinvolti. Incontro che sollecitiamo per i prossimi giorni. Diventa infatti fondamentale capire cosa accadrà dopo il 21 giugno, quando l’attuale ordinanza scadrà”.

Tra le cose previste dopo questa data, il bando per delocalizzare la movida nella zona ex Vecchi Macelli e alla Cittadella. “Scelta dell’amministrazione che non ci trova assolutamente d’accordo - insiste il presidente Fiepet - e che riteniamo inopportuna sia nei tempi che nei modi. Nei tempi perché stiamo parlando di un periodo in cui non ci sono studenti né, purtroppo, turisti. Che senso ha a quel punto togliere persone dal centro, quelle poche che ci sono, per decentrarle in una zona senza alcuna certezza commerciale per gli stessi locali. Ma con i problemi di sempre anche per quella parte di città comunque residenziale. Ribadiamo che la movida si può regolare - conclude Massimo Rutinelli - con azioni incisive delle forze dell’ordine e dando più margine di manovra ai locali di somministrazione che hanno dimostrato di poter gestire senza intoppi i clienti. A questo proposito chiediamo perché nell’attuale ordinanza l’obbligo di chiusura alle 00.45 non riguarda la zona della stazione, con la conseguenza di allargare dopo questa ora le zone da controllare in cui i giovani possono creare assembramenti”.

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