Cronaca

"Applicare la cedolare secca anche agli affitti commerciali"

E' quanto chiede in una mozione il gruppo consiliare di Nap-FdI secondo il quale il provvedimento stimolerebbe l'apertura di nuovi negozi, favorendo il controllo del territorio e riducendo l'evasione fiscale

Invitare il sindaco Conti a sollecitare il Governo nazionale affinchè adotti un provvedimento che preveda l'utilizzo della cedolare secca anche per gli affitti che riguardano gli immobili commerciali. E' quanto prevede una mozione presentata dal gruppo consiliare di Noi Adesso Pisa e presentata questa mattina, giovedì 4 ottobre, nel corso di una conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Gambacorti. "Si tratta - ha spiegato il capogruppo in Consiglio Comunale di Nap-FdI, Maurizio Nerini - del nostro primo atto da forza di maggioranza. Lo abbiamo presentato ora perchè il Governo sembrerebbe intenzionato a inserire il provvedimento nella prossima legge di bilancio che verrà fatta nelle prossime settimane".

Il provvedimento potrebbe avere, secondo Nap-FdI, diversi effetti positivi. "La crisi del commercio - ha detto la consigliera di Nap-FdI - è sotto gli occhi di tutti: in questi anni sono state tantissime le attività che hanno chiuso i battenti anche nella nostra città. Questo ha comportato, come conseguenza, fenomeni di abbandono e di degrado di determinate aree e quindi maggiore insicurezza delle stesse. Con questo provvedimento si rilancerebbe da un lato il commercio cittadino, dall'altro la riappropriazione di spazi abbandonati che da sempre è uno dei nostri cavalli di battaglia". Esemplare da questo punto di vista, per il coordinatore di Nap-FdI, Leonardo Sbrana, il caso di via Cattaneo. "Fino a 15 anni fa era considerata una seconda Corso Italia oggi ci sono tantissimi locali sfitti e sappiamo tutti le condizioni di degrado in cui si trova".

Il provvedimento ridurrebbe anche il fenomeno degli affitti in nero. "L'introduzione della cedolare secca per le abitazioni - ha sottolineato Giovanni Ferrisi di Confcommercio Pisa - ha prodotto una diminuzione di circa il 40% dell'evasione fiscale". A sostenere la necessità del provvedimento anche Fabio Puntoni, di Confedilizia Pisa che ha parlato di "una misura indispensabile per la ripresa economica. Il prorietario di un immobile, a fronte di un minor versamento allo Stato in termini di tasse, ridurrebbe in questo modo il canone di locazione consentendo così la ripresa delle attività commerciali".

Secondo i dati forniti dall'osservatorio di Confesercenti negli ultimi 10 anni avrebbero chiuso "circa 650mila negozi. Il momento più buio - ha spiegato Simone Romoli, responsabile area pisana di Confesercenti Toscana Nord - è stato tra il 2012 e il 2015 quando le attività chiuse sono state circa 300mila. La cedolare secca per gli affitti commerciali, insieme al canone concordato, è una battaglia che stiamo portando avanti da tempo. Con questi provvedimenti stimiamo che potrebbero riaprire circa 200mila negozi in due anni".

Cos'è la cedolare secca

La cedolare secca' è un regime facoltativo, che si sostanzia nel pagamento di un’imposta sostitutiva dell’Irpef e delle addizionali (per la parte derivante dal reddito dell’immobile). In più, per i contratti sotto cedolare secca, non si pagano l’imposta di registro e l’imposta di bollo, ordinariamente dovute per registrazioni, risoluzioni e proroghe dei contratti di locazione. La cedolare secca non sostituisce l’imposta di registro per la cessione del contratto di locazione. La scelta per la cedolare secca implica la rinuncia alla facoltà di chiedere, per tutta la durata dell’opzione, l’aggiornamento del canone di locazione, anche se è previsto nel contratto, inclusa la variazione accertata dall’Istat dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati dell’anno precedente.

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