Navacchio, assalto e conflitto a fuoco alla sala Bingo: ucciso il rapinatore

Il tentativo di rapina è finito nel sangue culminando con un conflitto a fuoco tra una guardia giurata e il rapinatore che è rimasto ucciso. L'episodio intorno alle 4.30 di giovedì mattina. La vittima è un'altra guardia giurata

Tenta una rapina alla sala Bingo di Navacchio ma perde la vita durante il conflitto a fuoco con la guardia giurata. E' successo questa notte intorno alle 4.30, sull'episodio indagano i Carabinieri. Secondo quanto si è appreso il rapinatore che ha perso la vita è un'altra guardia giurata, Davide Giuliani di 46 anni, residente a Motecalvoli (Santa Maria a Monte) che avrebbe provato ad impossessarsi dell'incasso della serata. Giuliani era attualmente in congedo dal lavoro per motivi di famiglia. Il vigilante che ha sparato, Simone Paolini, 37 anni, di Pisa, è ora indagato dalla procura: un atto dovuto.

Gli inquirenti stanno tentando di ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto. Secondo le prime ricostruzioni tra i due ci sarebbe stata una breve sparatoria durante la quale il rapinatore è stato colpito. L'uomo sarebbe poi riuscito a fuggire nonostante la ferita. Il suo corpo è però stato ritrovato in un luogo poco distante dalla rapina circa un'ora dopo, intorno alle 5.30. Illesa la guardia giurata intervenuta per impedire il colpo.

LA RICOSTRUZIONE DELLE GUARDIE DI CITTA'. Questa mattina il Corpo Guardie di Città ha diramato una nota con cui ricostruisce i fatti. "Alle 4.27 - si legge - la guardia giurata addetta al ritiro valori presso il Palabingo di Navacchio, dopo aver ritirato il plico con l’incasso, mentre si accingeva a salire sull’autopattuglia di servizio, è stata bloccata da un uomo travisato con un casco da motociclista e armato di pistola, il quale gli ha intimato di dargli l’incasso e ha minacciato di sparargli. La Guardia di Città ha attivato il sistema antirapina gps collegato alla centrale operativa dell’Istituto di vigilanza e ha ingaggiato una colluttazione con il rapinatore".

A quel punto è avvenuta la sparatoria, mentre altre pattuglie addette al pronto intervento si sono dirette rapidamente sul posto per verificare ciò che stava accadendo.

"Il rapinatore - prosegue la ricostruzione dei fatti del Corpo Guardie di Città - è entrato nell’auto di servizio, colpendo la guardia giurata, minacciandolo ancora di sparargli e urlandole di consegnare la busta con gli incassi della serata. La Guardia di Città è riuscita a divincolarsi e ad uscire dal veicolo di servizio, lato passeggero, nonostante che l’aggressore, alto e molto robusto, fosse riuscito a disarmarla e cercasse di soffocarla con il giubbotto antiproiettile che gli aveva fatto salire fin sulla faccia. La Guardia di Città è corso verso il Palabingo. Dopo qualche minuto sono arrivate sul posto altre tre autopattuglie che successivamente hanno trovato il rapinatore (il quale nel frattempo era montato sulla sua macchina e si era dato alla fuga ) riverso fuori dalla sua auto ancora in moto ad una certa distanza dal Palabingo vicino all’ingresso di Navacchio della superstrada".

Poi la sorpresa: "L’uomo che perdeva sangue ha chiamato per nome la guardia che si era per prima avvicinata la quale, stupita, lo ha riconosciuto come suo collega di lavoro che da quasi un anno era in congedo per assistere un familiare. Prima dell’arrivo dell'ambulanza il rapinatore è morto tra la disperazione delle Guardie di Città intervenute".

Poiché si erano verificati dei fatti sospetti in cui il collega morto era stato coinvolto, l'Istituto di vigilanza gli aveva fatto consegnare il decreto di guardia giurata, il porto d’armi e tutte le divise quando era andato in congedo parentale.

LA GUARDIA GIURATA CHE HA UCCISO IL COLLEGA AVEVA LA LICENZA SCADUTA

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